Ultimo aggiornamento  15 maggio 2021 01:01

Aprile, crollo annunciato.

Paolo Odinzov ·

Il risultato era prevedibile ma fa comunque impressione. Dopo il 84,5% di marzo e sempre a causa del coronavirus, il mercato dell’auto di aprile ha registrato in Italia un calo del 97,5% azzerando quasi le vendite di tutti i costruttori. La comunicazione del ministero dei Trasporti è arrivata per coincidenza nel giorno della riapertura delle concessionarie e della ripresa delle attività industriali. 

171mila vetture in meno rispetto al 2019

Nel dettaglio, secondo i dati diffusi dalla Unrae (l’Associazione delle Case automobilistiche estere) sono state immatricolate in Italia nel mese appena 4.325 rispetto alle 175.624 di aprile dello scorso anno, con una perdita di oltre 171mila unità. Per un totale da inizio anno di 354.181 immatricolazioni contro 715.583 che vale una flessione del 50,5%. Il crollo ha riguardato tutti i canali di vendita con i privati che hanno perso il 97,8 e il noleggio a breve e lungo termine a-100% e -94,9%.

Tesla ferma il calo a- 50%

Tra i costruttori solo Tesla, l’unico che a marzo aveva fatto registrare in Italia in controtendenza un aumento del 57,6% con 424 immatricolazioni grazie anche alle vendite online, ha chiuso aprile in forte perdita ma comunque con una flessione del 50,2%. Decisamente più contenuta rispetto a tutte le altre Case strette in una forbice compresa tra -97% e -100%. Tra queste ultime, due nomi illustri: nessuna immatricolazione per Ferrari e Maserati, risultato che rimarrà tristemente unico nella storia delle due aziende. Smart ha consegnato ad aprile una sola auto.

Guardando invece alla tipologia di vetture per alimentazione, le auto che hanno registrato la flessione minore sono state quelle elettriche che hanno contato -58% con 500 unità per una quota di mercato di circa il 12%.

Occorrono incentivi

“Molte delle concessionarie potrebbero non sopravvivere, è evidente la necessità di una tempestiva adozione di concreti provvedimenti da parte del governo. Tra questi un piano strutturale che favorisca il ricambio del nostro vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini”, ha detto il presidente della Unrae Michele Crisci.

Anche secondo Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, "senza un supporto concreto alla filiera automotive, il mercato continuerà a languire su livelli insostenibili per i comparti produttivo, distributivo e occupazionale”.

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