Ultimo aggiornamento  29 settembre 2020 17:09

Oldsmobile, una storia di primati.

Elisa Malomo ·

È il 29 aprile 2004 quando la Oldsmobile chiude i battenti: quel giorno, dalla fabbrica di Lansing, in Michigan, esce l'ultimo modello, una Alero, la numero 500 di una special edition. Dopo 107 anni di servizio, la più antica Casa automobilistica d'America va in pensione lasciando in eredità 35 milioni di auto vendute e una storia tutta da raccontare.

Di mano in mano

Come ogni impresa americana che si rispetti, anche quella della Oldsmobile nasce in un garage. Qui, nel 1887, Ransom Eli Olds, un ingegnere appassionato di motori, inizia a dar forma a una vettura a vapore dotata di tre ruote, come i modelli che nel secolo successivo avrebbero invaso le strade di tutto il mondo. Dieci anni dopo fonda la Olds Motor Vehicle che, dopo la Daimler-Motoren-Gesellschaft (Dmg) e le francesi Panhard et Levassor e Peugeot, si afferma come uno dei costruttori più antichi su scala globale.

Il progetto, per motivi economici, fatica a ingranare la marcia giusta fin quando nel 1899 l'azienda viene rifondata e R.E. Olds assume la carica di amministratore delegato per poi, nel 1904, rinunciare al ruolo e fondare la Reo, altra Casa automobilistica che porta il suo nome. L'azienda, nel 1908 viene poi acquistata da General Motors e rinominata Oldsmobile.

Come una fenice

La storia dell'Oldsmobile è unica nel suo genere. Nel 1901 un grande incendio devasta il nuovo stabilimento di Detroit (primo insediamento produttivo automobilistico nella futura “Motor City”) ma non tutto andrà perso. Dalle ceneri viene recuperato solo uno dei prototipi pronti per la produzione, lo stesso che decreterà la rinascita e l'ascesa della Oldsmobile: la Curved Dash, prima vettura ad essere assemblata secondo la moderna catena di montaggio, anticipando di una manciata d'anni l'opera di Henry Ford con la Model T.

Il quadriciclo deve il suo nome al suo aspetto riconducibile a quello di una slitta: si tratta di un runabout con carrozzeria in legno, due posti e un insolito frontale incurvato. Nella sua prima versione “Model R” gli optional includono una capote, le luci e i parafanghi. Il colore previsto è uno solo: nero con profili dorati. Fino al 1907 seguono altre tre varianti del modello: “6c”, aggiornata nell'impianto dei freni, “B”, rinforzata nella parte della trasmissione e dei semiassi, e la “F” che, invece, resta sostanzialmente invariata.

107 anni di storia

Dalla “carrozza senza cavalli” agli sviluppi nella galleria del vento: la Oldsmobile ha attraversato tutte le fasi dell'automobile. Nel 1901 le Poste statunitensi scelgono di acquistare i modelli della Casa per consegnare lettere e pacchi. Inizia quindi ad entrare, a piccoli passi, nelle vite delle persone, quando nel 1903 viene presentata al Tour de France conquistando migliaia di appassionati e facendo schizzare i numeri delle immatricolazioni.

Ma è nello stesso anno che, a bordo di una Curved Dash, viene firmata l'impresa: due piloti statunitensi, Whitman e Hammond, intraprendono il primo viaggio coast-to-coast da San Francisco a New York, un percorso di 4500 miglia concluso in poco più di trenta giorni. Il primo della storia.

Dopo gli anni trenta e quaranta, in cui la produzione si concentra su materiale di tipo bellico, si lavora su prodotti aerodinamici dotati di potenti motori V8. È il momento di vetture come la celebre Rocket 88, la successiva Cutlas 442 che debutta presto nei campionato Nascar, fino alla Aerotech, il prototipo autore di due record mondiali FIA di velocità su strada. Un altro primato si registra nel 1973 con la coupé Toronado, la prima auto al mondo dotata di airbag. 

Una storia che, seppur la parola “fine”, continua ad essere tramandata grazie ai modelli esposti al R.E. Olds Transportation Museum di Lansing.

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