Ultimo aggiornamento  18 maggio 2021 01:30

4 maggio: come andare in sicurezza in concessionaria.

Francesco Paternò ·

Il 4 maggio in Italia, le concessionarie di automobili potranno riaprire, secondo le regole stabilite dall’ultimo decreto del governo, dalla sanificazione al rispetto del distanziamento sociale. Un mercato fermo: -85,4% a marzo, -98% (stimato) ad aprile. Adolfo de Stefani Cosentino, presidente di Federauto, l’associazione di cui fanno parte oltre 1.500 operatori, ha detto nel corso di una conferenza stampa in streaming, insieme al presidente di Mercedes Benz Italia Radek Jelinek, che gli associati “hanno fatto richiesta di riapertura ai prefetti secondo la formula del silenzio assenso".

Per chi ha intenzione di comprare una nuova auto o di andare finalmente a ritirare quella comprata alla vigilia del “lockdown”, Cosentino ha specificato che le concessionarie sono pronte a dare “conferma scritta di un appuntamento, così non ci dovrebbero essere problemi" per la legittimità dello spostamento delle persone. La gente tornerà negli showroom, gli viene chiesto? “Sono ottimista, ci sarà sicuramente chi avrebbe voluto acquistare un’auto nuova in questi 50 giorni di chiusura e non lo ha potuto fare”.

"Costruttori? Molto bene Mercedes, Volvo e Toyota"

Nel corso della conferenza, Cosentino – che è anche concessionario Mercedes - ha detto diverse altre cose importanti. Ha esordito polemicamente che non tutti i costruttori si sono comportati allo stesso modo con la propria rete di vendita in un momento di crisi così grave: “C’è chi ci ha considerato strategici e chi ci ha quasi preso per un fazzoletto usa e getta. Tra i primi, metto Mercedes, Volvo e Toyota”, mentre ha rinunciato a fare i nomi di altri che hanno detto loro cose tipo “si salvi chi può”.

"A rischio 30mila posti di lavoro nel settore"

Con altrettante chiarezza, Cosentino prevede che, se il mercato italiano chiudesse il 2020 con vendite a 1,3 milioni di unità, -30% sul 2019, “si potrebbero perdere 30mila posti di lavoro nel settore, ma dipende anche dagli incentivi che metterà lo Stato”.

Le 4 richieste fatte al governo

Al governo, negli incontri in streaming avuti con diversi ministri insieme ai rappresentanti delle associazioni dei costruttori Anfia e Unrae (“finalmente a una voce sola”), sono state chieste quattro cose per la ripartenza del settore auto in Italia, che ha un peso enorme non solo nel Pil (10,1%) ma anche per l’erario se Cosentino stima una perdita di 10 miliardi di entrate tributarie per il Paese su un mercato 2020 da 1,3 milioni.

La prima: togliere il malus e lasciare solo il bonus negli incentivi per l’acquisto di auto; la seconda è introdurre un’altra fascia per l’ecobonus, da 61 a 95 grammi per chilometro di CO2; la terza, un contributo statale per vendere le auto rimaste invendute nel periodo di chiusura; la quarta, “è la più importante”, è “non essere più l’unico Paese in Europa che non adotti per l'auto la detraibilità fiscale per aziende e partite Iva”.

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