Ultimo aggiornamento  11 luglio 2020 05:40

Toyota Celica, la coupé dalle sette vite.

Elisa Malomo ·

Al Salone di Tokyo del 1970 debutta la Toyota Celica (in spagnolo “celestiale”), ad oggi la vettura più longeva della Casa giapponese. La produzione si interrompe nel 2005 con numeri da capogiro: trentacinque anni di attività, sette generazioni e più di quattro milioni di unità vendute. Un successo senza precedenti, nella versione normale e in quella da competizione nei successi del campionato World Rally Championship (Wrc).

35 anni “celestiali”

La prima generazione della Celica è una coupé 2 + 2 con un look che guarda oltreoceano: a prima vista ricorda le forme delle pony car americane e per questo viene soprannominata “Japanese Mustang”. Nella versione di partenza è disponibile a due porte e solo tre anni dopo viene affiancata da una variante con il portellone. 

Fra i tratti distintivi ci sono facilità di guida e praticità nella versione Liftback, una coupé a tre porte con un ampio lunotto posteriore e sedili abbattibili per offrire una zona bagagli più ampia e adatta ai lunghi viaggi.

La seconda variante del 1977 è una cabriolet e viene disegnata negli Usa: si presenta più lunga, più larga e dispone di una maggiore superficie vetrata. L'anno successivo, un piccolo restyling sostituirà i fari tondi con gruppi ottici quadrati per poi diventare a scomparsa nella terza generazione (1981).

La quarta serie (1985), invece, sancisce la nascita della ST165 conosciuta come GT-Four, l'auto più vincente della storia delle competizioni di Toyota. Le modifiche più significative debuttano sulla settima e ultima generazione (1999) che rompe con i modelli precedenti e mette in mostra delle linee inedite, eliminando le versioni convertibile e 4x4. La potenza dell'auto arriva fino a 192 cavalli nella versione TS.

Generazione vincente

La configurazione delle sospensioni - anteriori indipendenti e posteriori a quattro bracci con ammortizzatori separati - e una gamma di motori potenti consentono alla sportiva di entrare nel mondo delle corse. Il primo a beneficiare del potenziale della vettura è proprio il pilota Ove Andersson, futuro fondatore del Toyota Team Europe, che nel 1972 si aggiudica 7 podi su 28 in occasione del debutto della Toyota nel Wrc.

Ma i veri numeri su pista sono stati firmati dalla GT-Four, la Celica più potente e veloce di sempre. L'ultima versione raggiungerà 255 cavalli di potenza e un'accelerazione da 0 a 100 in soli 6 secondi. L'impiego delle tre diverse varianti della sportiva ( ST165, ST185 e ST205) nel campionato mondiale porterà alla conquista di sei titoli (quattro piloti e due costruttori) e 30 successi.

Nella stagione del 1995, la ST205 viene squalificata dalla FIA a causa di una turbina illegale che il presidente federale Max Mosley commenterà con tali parole: “Il dispositivo più sofisticato che abbia mai visto in trenta anni di corse”.

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