Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 22:08

Le nuove frontiere di Ferrari.

Umberto Zapelloni ·

Il The Guardian ha lanciato la bomba: “Furious Ferrari warn the may quit if budget cup imposed“, poi ha cambiato rotta nella versione online perché le parole di Binotto andavano in ben altra direzione. E comunque interessante in quanto aprono nuove, romantiche prospettive per le Rosse.

Questa la dichiarazione di Binotto: “Il budget cap a 145 milioni di dollari è un taglio importante rispetto a quanto deciso lo scorso giugno che comporterebbe dei sacrifici in termini di risorse umane. Se dovessimo scendere ancora potremmo valutare altre opzioni per garantire il nostro Dna da corsa”. Il che vuol dire: potremmo considerare di non correre più soltanto in Formula 1, ma di rientrare ufficialmente in altre categorie dello sport motoristico.

Rosso futuro

La Ferrari con un budget ridotto non potrebbe più permettersi di tenere i numeri di oggi impegnati sul progetto Formula 1, ma potrebbe prendere in considerazione di sfruttare il suo know-how in altre categorie come le nuove hypercar previste dal mondiale endurance oppure la Formula Indy negli Stati Uniti….

Ferrari lasciò il mondiale prototipi nel 1973 per dedicarsi esclusivamente alla Formula 1. Un ritorno nelle grandi gare di durata sarebbe un toccasana per una categoria che sta cercando di rinascere con il progetto hypercar e che garantirebbe comunque un ritorno di immagine prestigioso. Vincere a LeMans a Daytona, ma anche alla Mille Chilometri di Monza sarebbe qualcosa di davvero significativo. 

La Ferrari non lascerà la F1 perchè le corse sono nel suo Dna e da sempre servono anche come ricerca e sviluppo per le auto di serie. Pensate al grande lavoro fatto sui consumi dei motori di F1 di oggi per dire l’ultima.

Questione di soldi 

La Formula1 lo scorso anno aveva approvato un budget cap di 175 milioni di dollari per il 2021. Quello che sta succedendo nel mondo per colpa del virus ha spinto Liberty ad abbassare ulteriormente il tetto di spesa: 145 milioni per il 2021 e 130 per il 2022. La Ferrari, ma anche Red Bull e Mercedes hanno detto no. E hanno proposto di differenziare i budget tra team ufficiali e team clienti. Avrebbe un senso.

“Oggi in Formula 1 abbiamo squadre con caratteristiche molto diverse tra loro – ha proseguito Binotto al Guardian – operiamo in nazioni differenti, con diverse normative in tema di gestione del lavoro, e non è semplice apportare modifiche regolamentari di questa portata. Siamo ben consapevoli che la Formula 1 e il mondo intero stanno attraversando in questo momento delle grandi difficoltà legate alla pandemia di Covid-19, ma questo non giustifica il voler reagire in tutta fretta con il rischio di prendere decisioni senza valutarne attentamente tutte le conseguenze”.

Restare il top

“La F1 - dice ancora il responsabile della scuderia di Maranello - deve essere l’apice dello sport automobilistico in termini di tecnologia e prestazioni, deve essere attraente per le Case automobilistiche e gli sponsor che vogliono legarsi a quella che deve continuare ad essere la categoria più prestigiosa nel motorsport. Se limitiamo eccessivamente i costi corriamo il rischio di abbassare considerevolmente il livello, avvicinandolo sempre di più alle categorie minori”. 

“Se l’attuale emergenza mettesse davvero in dubbio la presenza in Formula 1 di alcune squadre, la Ferrari si confermerà disponibile a valutare la possibilità di fornire una vettura completa a team clienti. Non sarebbe un… sacrilegio, è un sistema che vediamo oggi in MotoGP ed è già successo in passato anche nella stessa Formula 1”.

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