Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 20:01

Fca, Manley ai dipendenti: "Così si esce dalla crisi"

Redazione ·

L’ amministratore delegato di Fca Mike Manley è tornato a scrivere ai dipendenti del gruppo di tutto il mondo. Illustrando la difficile situazione attuale nelle diverse aree geografiche alla luce della pandemia di coronavirus e lanciando un messaggio: solo lavorando insieme si esce dalla crisi.

Europa pronta a ripartire

Analizzando la situazione in Europa, Manley sottolinea prima di tutto l’ottimo risultato ottenuto lavorando “in piena collaborazione con i sindacati italiani per formulare piani di riavvio”. Il manager ringrazia le parti sociali del nostro Paese “per averci aiutato a creare i protocolli di salute e sicurezza necessari per tornare a produrre non appena il governo italiano lo consentirà”.

Anche sul fronte commerciale Fca è pronta a riaprire i battenti dei propri concessionari e il ceo ringrazia in particolare il team in Germania che “ha già messo in atto un piano dettagliato per sfruttare al meglio la ripresa delle attività”.

Manley chiude questa parte della sua lettera ricordando come “in qualità di Presidente dell'Acea (l’associazione di categoria che rappresenta le case automobilistiche), ho lavorato con vari dipartimenti dell’Unione europea sui piani di rilancio economico. Garantire un rapido ritorno alle attività di tutta la catena del valore dell'industria automobilistica, dai produttori ai fornitori ai concessionari, sarà fondamentale per la ripresa. Siamo fortunati a lavorare in un settore di grande importanza, che dà impiego (direttamente e indirettamente) a 13,8 milioni di persone in Europa e rappresenta il 6,1% di tutti i posti di lavoro nell’Unione”.

Nord e sud America

Spostando la propria attenzione sulla situazione nel continente americano, Manley ricorda che “stabilimenti e attività in Argentina e Brasile sono ancora fermi. Come nelle altre regioni, anche qui i nostri concessionari stanno introducendo servizi di vendita online e stiamo lavorando con i sindacati per riprendere la produzione non appena i governi revocheranno il blocco”.

“In Nord America stiamo operando con il massimo impegno per essere pronti alla progressiva ripresa delle attività produttive, prevista per il 4 maggio”, dice il manager che promette di dare maggiori informazioni sulle decisioni in arrivo “non appena avremo terminato il lavoro con i sindacati e i governi statali e federale”.

Manley ricorda poi il valore della presenza di Fca negli Usa. “La settimana scorsa, insieme ai leader di altre aziende, ho partecipato a una teleconferenza per lavorare con il presidente americano Trump e la sua amministrazione sui piani per far ripartire l’economia statunitense, di cui l’industria automobilistica è da lungo tempo uno dei principali motori. Per questo Washington considera i nostri piani di riapertura delle attività una questione di primaria importanza. Al termine della riunione ho provato un senso di grande ottimismo. Stiamo tutti affrontando una crisi terribile, ma il livello di attenzione, convinzione e determinazione dimostrato da tutti i partecipanti nel voler rimettere in moto rapidamente l'economia americana tutelando la nostra gente e le nostre famiglie sono l’esempio perfetto dell’atteggiamento che ha reso gli Stati Uniti il Paese che è oggi”- 

Cina ok, India ferma

La Cina – dice Manley passando a parlare della regione Apac – ha sostanzialmente ripreso la propria attività, se pure non ancora a pieno regime. “Fabbriche e concessionari sono aperti e il mercato si sta ripartendo. Anche se in quel Paese siamo un attore relativamente piccolo, le misure che abbiamo adottato per la ripresa si sono dimostrate efficaci fin da subito”.

Diversa la situazione in India dove “i nostri stabilimenti sono invece fermi, come quelli di tutte le altre aziende che operano nel Paese” e nel resto della regione“, dove la pandemia è a vari stadi: alcuni mercati stanno affrontando un inasprimento dei protocolli di chiusura, altri stanno già riaprendo”.

"I progetti di elettrificazione" 

Il messaggio di Manley – nel quale orgogliosamente il manager rivendica di aver “iniziato la mia carriera vendendo automobili” – prosegue con un ringraziamento a tutti i team del marketing che “nonostante il drastico calo delle vendite di veicoli in tutto modo, stanno lavorando per trovare soluzioni per far crescere la quota di mercato”.

Infine il ceo ricorda che nel 2019 Fca “ha registrato progressi in tutte le aree della sostenibilità, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale dei nostri stabilimenti nel mondo. Rispetto al 2010, il consumo di acqua per veicolo prodotto è diminuito quasi del 40%, le emissioni di CO2 del 27% e i rifiuti generati del 64%. Stiamo dedicando la massima attenzione a una serie di progetti strategici, molti dei quali ruotano attorno all’elettrificazione, di importanza fondamentale per costruire un futuro sostenibile".

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