Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:19

Come ci muoveremo nella Fase 2.

Marina Fanara ·

È uno dei capitoli più complessi e delicati per la Fase 2: come ci muoveremo dal prossimo 4 maggio, quando scatterà la ripresa? Al momento sul tavolo del governo ci sono solo delle ipotesi (lo schema finale è atteso per i prossimi giorni) sulle quali stanno lavorando gli esperti della task force presieduta da Vittorio Colao che ha il compito di valutare tempi e modalità di una ripartenza delle attività che, questo pare certo, sarà graduale, e probabilmente riguarderà solo 2,7 milioni di lavoratori.

Mezzi pubblici: incubo ora di punta

La prima ipotesi riguarda i trasporti locali. Colao ha stimato che i mezzi pubblici saranno utilizzati solo dal 15% degli utenti rispetto al periodo precedente l'emergenza, anche alla luce del fatto che verranno attivate rigide misure di distanziamento sociale a bordo dei veicoli.

Più complicate si profilano le modalità di controllo a bordo sul mantenimento delle distanza tra un passeggero e l'altro (tutti rigorosamente seduti, vietato viaggiare in piedi attaccati ai corrimano): si pensa a far salire le persone solo da un singolo ingresso oppure all'installazione di un contapasseggeri.

Tutto dovrà essere improntato alla massima cautela: al ministero Infrastrutture e trasporti, starebbero pensando di sospendere le attività dei controllori, così come la vendita dei biglietti a bordo proprio per garantire il distanziamento.

La task force di Colao invece starebbe valutando la leva delle tariffe dei titoli di viaggio per evitare assembramenti di passeggeri, modulando il costo dei biglietti in base agli orari della giornata.

Un'altra idea è la creazione di percorsi a senso unico nei punti di accesso e uscita dai mezzi e nelle stazioni, oltre alla sostituzione dei biglietti cartacei con quelli elettronici e all'installazione di distributori di prodotti igienizzanti alle fermate.

Più bici e monopattini in città

Per quanto riguarda gli spostamenti in città c'è poi da aggiungere che molte persone, per timore del contagio, si muoveranno con la propria auto. Si pensa, quindi, di incentivare l'uso di mezzi privati come bici, scooter, monopattini, mezzi aziendali. Alcune iniziative per la mobilità  alternativa ai mezzi pubblici sono già allo studio in città come Roma e Milano, così come nuove modalità di trasporto condiviso sulle quali stanno lavorando i principali gestori di sharing mobility.

Non più di due in taxi

La prima regola per i taxi sarà due passeggeri alla volta, nessuno potrà viaggiare accanto all'autista, ma solo sui sedili posteriori. Si sta pensando all'installazione di un divisorio a bordo tra conducente e clienti, magari con una fessura attraverso la quale effettuare il pagamento della corsa con relativa ricevuta, mentre sarà obbligatoria la sanificazione dei mezzi a cura del tassista.

Treni e aerei, manteniamo le distanze

Per quanto riguarda invece gli spostamenti sul medio raggio (sulle tratti nazionali, per l'estero è ancora presto), sia su treni che aerei dovrà essere mantenuta la distanza di un metro tra un passeggero e l'altro e con il personale viaggiante, obbligo di indossare mascherine e guanti e sanificazione giornaliera dei mezzi.

A terra, nelle stazioni, lungo le banchine così come negli aeroporti (biglietterie e imbarchi), dovrà essere effettuato un continuo monitoraggio per evitare affollamenti e garantire le distanze di sicurezza. In ogni caso, comunque, si sta pensando a un contingentamento della vendita dei biglietti, in modo da poter rispettare il numero massimo di persone a bordo è mantenere le distanze di sicurezza.

Mascherine e guanti per le merci

Ipotesi allo studio anche per il trasporto merci: il trasportatore dovrà sempre indossare mascherine e guanti, altrimenti sarà costretto a rimanere al suo posto di guida in modo da evitare contatti ravvicinati durante le fasi di presa e consegna delle merci. Probabilmente sarà loro vietato l'ingresso nelle aziende a meno di inderogabili necessità.

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