Ultimo aggiornamento  02 dicembre 2021 04:01

Fase 2: Milano accelera sulla nuova mobilità.

Marina Fanara ·

"Serve un salto di qualità". Lo dice Marco Granelli, assessore alla Mobilità sulla sua pagina Facebook parlando di come dovrebbero essere organizzati gli spostamenti alla ripresa delle attività. "Nella fase 2", spiega, "non potremo avere metropolitane e bus superaffollati, quindi dovremmo fare molto più lavoro a distanza e distribuire meglio gli orari. Non solo. Per evitare di avere un altro milione di auto nelle strade, dovremo potenziare le due ruote: più biciclette, scooter elettrici e monopattini. E anche più sharing".

Granelli: largo alle bici

Insomma, servono più piste e percorsi ciclabili. Il piano delineato dall'assessore prevede, innanzitutto, la realizzazione di 35 chilometri di nuovi percorsi protetti da sommare ai 200 chilometri di piste già presenti in città, oltre a nuove zone 30. "Un'azione straordinaria", sottolinea Granelli, "da mettere in cantiere già nei prossimi mesi di maggio e giugno".

Si inizierà dalle principali direttrici viarie: "Lungo questi assi, tracceremo i percorsi ciclabili che si svilupperanno lungo i marciapiedi e tra questi e gli spazi per la sosta", spiega l'assessore, "il secondo intervento sarà utilizzare i controviali che affiancano le strade cittadine trasformandole in zone 30 in modo da far circolare con maggiore sicurezza le biciclette insieme agli altri veicoli al riparo dai rischi del traffico. Il terzo step riguarda la costruzione vera e propria di piste ciclabili e la messa in sicurezza di strade e incroci lungo alcuni assi viari".

Sosta breve in tutte le strade

Dalla mobilità delle persone alla distribuzione delle merci. In fase di emergenza "diminuire gli spostamenti significa più consegne a domicilio di farmaci e alimentari", dice Granelli, "ma anche maggiore assistenza direttamente a casa dei cittadini e accompagnamenti per chi ne ha bisogno". Quindi, serve un maggior numero di stalli per le operazioni di carico e scarico e per la sosta breve. "Stiamo lavorando a un piano speciale per garantire in ogni strada la presenza di appositi spazi per il parcheggio di breve periodo".

Un piano ambizioso quello che sta studiando Milano che necessita di una serie di agevolazioni economiche, burocratiche e normative. "Ci stiamo confrontando col governo per disporre di un fondo dedicato a questi interventi, maggiore duttilità nei lavori pubblici e regole più agili in materia di Codice della strada. Speriamo di avere a breve una risposta". 

AC Milano: occhio ai rischi

E' critico l'Automobile Club di Milano. Dice il presidente Geronimo La Russa: "La ricetta del sindaco di Milano ci lascia piuttosto perplessi. Il governo e le amministrazioni locali utilizzino al meglio tutti i mezzi di trasporto collettivi e individuali, prima fra tutti l’automobile, anche per evitare che s’impennino gli incidenti stradali delle categorie vulnerabili della circolazione". "Piuttosto, i soldi vengano destinati a offrire posti in parcheggi a prezzi modici agli automobilisti”, aggiunge La Russa riferendosi ai fondi che il capoluogo lombardo intende richiedere al governo per finanziare l’acquisto di due ruote elettriche e sopperire alle difficoltà di trasporto dei cittadini.

"Serve una strategia di sistema"

“Gli interventi nel campo della mobilità per gestire al meglio la fase 2 dovranno essere molteplici e a tutto campo", dice ancora il presidente dellAC Milano. "I gestori di trasporto pubblico dovranno garantire la sanificazione dei mezzi e l'aumento delle frequenze al massimo". "L’automobile", aggiunge, "diventerà la scelta inevitabile di un gran numero di cittadini, pendolari e residenti, e ciò dovrà essere gestito e non ostacolato dalle pubbliche amministrazioni. Il che significa per esempio: dimentichiamoci di Area B a Milano, tanto abbiamo constatato in questi giorni che il livello delle polveri sottili rimane pressoché invariato pur in assenza di traffico, così come mettiamo a disposizione tutti i parcheggi a prezzi scontati".

Detto questo, ok alle due ruote, ma non in posizione prioritaria fa intendere La Russa. "Pensare alle bici elettriche, così come ad altri mezzi di micro mobilità, può essere una delle tante idee a supporto delle esigenze di trasporto", sottolinea il presidente, "ma serve anche e soprattutto una strategia di sistema in cui l’automobile deve essere al centro nell’interesse di chi non può farne a meno per recarsi al lavoro o per necessità indifferibili".

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