Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:36

Covid-19: la sanificazione delle strade in Italia.

Redazione ·

Molti comuni italiani hanno avviato programmi di sanificazione delle strade per contrastare la diffusione del coronavirus. L’esperienza cinese di Wuhan - epicentro della pandemia - è stata replicata anche nel nostro Paese, ma rimane un’operazione di cui non ci sono specifiche indicazioni da parte del governo e che prosegue per volontà delle amministrazioni.

L'esperienza di Milano

In occasione dell’emergenza, su richiesta del Comune di Milano – una delle zone maggiormente colpite dalla pandemia - Amsa (Azienda Milanese Servizi Ambientali, appartenente al gruppo A2A) è stata incaricata di occuparsi dei lavaggi straordinari delle vie, utilizzando, a getto basso e in soluzione acquosa, l'ipoclorito di sodio (candeggina) diluito allo 0,025%, quindi non nocivo e tossico per le persone e per l’ambiente. Ogni automezzo ha una capacità di 5mila litri di prodotto.

Come ulteriore accortezza, Amsa ha escluso dagli itinerari di sanificazione parchi, marciapiedi e le aree verdi della città. Nel capoluogo meneghino le operazioni sono partite il 12 marzo e, in circa 3 settimane di lavoro, sono stati igienizzati 3.500 chilometri di strada (una media di 150 chilometri al giorno): nello specifico 4.200 vie e piazze di Milano. Il secondo ciclo di sanificazione delle vie è partito il 14 aprile e terminerà il 2 maggio, poco prima della fine prevista per il "lockdown" italiano (4 maggio), salvo ulteriori rinvii del governo. L’operazione viene effettuata da Amsa, sei giorni su sette, prevalentemente nel pomeriggio, anche in altri comuni lombardi.

"Attività complementare"

Alcuni esperti e virologi non bocciano queste specifiche attività - come Fabrizio Pregliasco dell’Università degli Studi di Milano - ma le classificano come complementari rispetto ad altre applicate per il contenimento del virus. Il rischio più grande è quello legato agli oggetti più vicini alle persone, quelli che siamo soliti toccare con mano (quindi non l'asfalto) o che possono essere raggiunti dalla nostra saliva. E comunque, la prima indicazione per contribuire a contenere la diffusione del virus rimane sempre la stessa: restare a casa e proteggersi per proteggere.

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