Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 23:56

L'industria tedesca chiede incentivi al governo.

Angelo Berchicci ·

Ripartire dall’auto, e in particolare dalle soluzioni a basse emissioni. E’ questo l’auspicio di parte del mondo industriale tedesco e di molti esponenti politici locali, da cui nelle ultime ore si è alzato un coro per chiedere al governo di puntare sull’automotive e sulle tecnologie “green” per la ripresa dell’economia dopo la contrazione causata dal coronavirus.

Necessarie misure in tempi rapidi

In una Germania che si prepara ad uscire gradualmente dal “lockdown”, con la riapertura dei concessionari a partire dal prossimo 20 aprile, la presidente della Vda (l’associazione che rappresenta i costruttori tedeschi) Hildegard Mueller invita il governo di Berlino a non sottovalutare gli effetti della crisi: “Le previsioni dicono che nel 2020 il comparto subirà un crollo del 20 per cento rispetto al 2019. Attualmente non ci sono le basi per essere ottimisti, e molto probabilmente si renderà necessario adottare misure di supporto all’economia, per rilanciare la domanda aggregata e, in particolare, per stimolare il mercato automobilistico”.

Secondo la Mueller, solo dopo la riapertura dei concessionari sarà chiara la dimensione dei danni e l’entità degli incentivi necessari: “Bisognerà vedere quale sarà la risposta dei consumatori nelle prossime settimane. Sarà cruciale capire se gli acquisti torneranno a salire o continueranno a ristagnare nonostante la riapertura dei concessionari. In tal caso i provvedimenti dovranno essere rapidi. Sarebbe troppo tardi aspettare l’autunno per dare un impulso alla domanda”.

Salvaguardare la transizione ecologica

Sull’argomento si è espresso anche il presidente bavarese Markus Soeder, che ha posto l’accento sulla necessità di favorire in particolare le motorizzazioni ecologiche, auspicando che la crisi innescata dal coronavirus non abbia ripercussioni sulla transizione verso forme di mobilità sostenibile. “E’ necessario aprire immediatamente un dibattito a livello nazionale sulle misure per sostenere l’industria automobilistica in questa fase delicata. Personalmente ritengo che la soluzione migliore sia mettere a punto un ampio programma di incentivi alla rottamazione, con un occhio di riguardo ai veicoli a basse emissioni”.

Della stessa posizione anche Stephan Weil, il governatore della Bassa Sassonia, il Land tedesco che detiene una partecipazione del 20% nell’azionariato del gruppo Volkswagen, secondo cui “il Paese ha bisogno di una strategia che poggi sulla rottamazione e sugli ecoincentivi, per alimentare la domanda di auto nuove in generale, e in particolare di quelle elettriche e ibride”.

Volkswagen riparte dalla ID.3

Nel frattempo, chi riparte letteralmente dall'elettrico è Volkswagen: in Europa il primo stabilimento della Casa a riaprire, lunedì 20 aprile, sarà quello di Zwickau, dove viene assemblata la ID.3, l’auto a zero emissioni di nuova generazione, che il costruttore aveva in programma di far debuttare in estate. Lo stesso giorno riaprirà i battenti anche la fabbrica di Bratislava, mentre per Wolfsburg, Emden e Hannover bisognerà aspettare un’altra settimana (la produzione ripartirà il 27 aprile). 

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