Ultimo aggiornamento  25 settembre 2021 20:14

A casa con Vettel.

Umberto Zapelloni ·

Sebastian Vettel collegato da casa sua con il mondo. Un’oretta di domande e risposte via videochat. È un modo per entrare a casa sua, anche se, come al solito con lui, non sono consentite domande private. Peccato, sarebbe stato interessante capire se ha migliorato i suoi tempi sui cambi di pannolino dell’ultimo nato, venuto al mondo lo scorso novembre.

Tre bimbi attorno, due bimbe di sei e cinque anni e il neonato. Non è difficile intuire come passeranno le giornate di Seb in quarantena. Di certo non attaccato ai videogiochi come i suoi colleghi più giovani: “Ho visto che c’è chi si è messo d’impegno provando e riprovando, ma io ho di meglio da fare e poi ho tre bambini piccoli”. “Mi manca il resto della famiglia, mi mancano gli amici e il vederci tutti assieme, mi mancano le corse e ho ancora voglia di Formula 1”.

Mi sto allenando molto, è diverso dalle solite soste invernali perché purtroppo non sappiamo quando si tornerà a guidare. La prima settimana è anche stato bello potersi rilassare un po’, adesso davvero non vedo l’ora di tornare in auto, ho capito quanto mi manca. Purtroppo non mi sono ancora svegliato una mattina scoprendo di aver imparato a suonare la chitarra. Non sono ancora emersi talenti nascosti, non ho ancora scoperto qualcosa di me stesso che non conoscevo. I social? No non mi sono applicato continuano a non interessarmi. Continuo a preferire la vita vera”.

La priorità per tutti oggi è di essere pazienti. È la miglior medicina che possiamo prendere. Io vorrei tornare a correre, ma c’è un sacco di gente che vorrebbe tornare a fare quello che ama e che non può. Oggi non sappiamo quando potremo ripartire, se con 8, 10, 15 gare con nessuna. Noi siamo pronti a tutto, l’importante è la salute di chi lavora con noi e degli spettatori. Amiamo sentire il pubblico, ma se non sarà possibile possiamo anche gareggiare a porte chiuse. L’unica cosa che non credo realistica è fare dieci gare di fila in dieci settimane. Non tanto per noi piloti, ma per chi deve lavorare sulle auto, sulle strutture da spostare da un posto a un altro”.

“Con Mattia abbiamo parlato anche della possibilità di ridurmi l’ingaggio come hanno già fatto alcuni. Ma solo quando capiremo quando ripartirà la stagione, potremo davvero sapere come intervenire. Non voglio fare annunci adesso e sembrare uno che si fa pubblicità in un momento così doloroso per tutto il mondo… Stiamo anche parlando del futuro. Io so che ho voglia di continuare a correre. Lo spostamento delle nuove regole non cambia la prospettiva, avremo un anno in più con auto più veloci di quel che diventeranno… Nella mia carriera ho sempre sottoscritto contratti lunghi, di almeno tre anni e non credo la cosa possa cambiare”.

“Non eravamo i favoriti a Melbourne e non lo saremo quando si ripartirà. Oggi è tutto chiuso giustamente e lavorano sono le idee degli ingegneri, vedremo quelle che riusciremo a utilizzare. Io mi sentivo bene sulla nuova auto, ma non eravamo abbastanza competitivi… Ma sono fiducioso… Il volante Mercedes è una soluzione intelligente, ma non una soluzione che ti fa vincere le gare. Anche noi abbiamo delle cose interessanti, non preoccupatevi. Per quanto riguarda le accuse degli altri team io so solo che se fossimo stati irregolari ci avrebbero squalificati”.

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