Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 19:34

Elettriche in forte calo per il coronavirus.

Edoardo Nastri ·

La pandemia non fa sconti a nessuno nel settore dell'automotive e i suoi effetti colpiranno pesantemente anche la mobilità elettrica.

Secondo l’agenzia di analisi inglese Wood Mackenzie, nel 2020 a livello globale verranno immatricolate solo 1,3 milioni di auto a zero emissioni, il 43% in meno rispetto all’anno precedente, quando erano state circa 2,2 milioni.

A influenzare negativamente il settore sarebbero due fattori: il calo del prezzo del petrolio che renderebbe le vetture tradizionali ancora più economiche e l'attuale grande differenza di prezzo tra auto a motore termico e a zero emissioni che peserà di più in un mondo in recessione.

In Europa si sentirà a giugno 

A fronte di un calo globale delle immatricolazioni, la situazione cambia a seconda del mercato preso in considerazione: “A gennaio le vendite di auto in Cina sono diminuite del 21% rispetto al 2019. A febbraio dell'80%. I veicoli elettrici sono quelli che hanno subito il colpo più duro: -54% nel primo mese dell’anno, -90% nel secondo. Negli ultimi due anni la loro quota di mercato è stata sempre superiore al 5%”, spiega l’analista Ram Chandrasekaran.

In Europa, a fronte di una riduzione del mercato auto pari al 7%, le vetture elettriche sono cresciute a tre cifre a gennaio (+121%) e febbraio. Questi risultati tuttavia non riflettono ancora l’impatto portato dal coronavirus. I dati di marzo e aprile saranno più veritieri. Wood Mackenzie crede che il picco potrebbe arrivare in Europa verso la fine del primo semestre, in ritardo di circa due mesi rispetto alla Cina.

Gm reagisce 

Per compensare il crollo della domanda di auto elettriche negli Stati Uniti alcuni costruttori sono già corsi ai ripari. General Motors, ad esempio, ha deciso di offrire la Chevrolet Bolt con uno sconto pari a 10mila dollari e ha dichiarato di avere intenzione di proporre ulteriori incentivi per calibrare consegne e produzione di auto termiche ed elettriche in base all’avanzamento del virus. In Europa, al momento di scrivere, nessun costruttore ha comunicato iniziative di questo tipo.

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