Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:17

Nissan, nuovi tagli all'orizzonte.

Angelo Berchicci ·

Nel pieno di una complicata ristrutturazione aziendale - resa ancora più difficile dall’emergenza coronavirus - Nissan starebbe progettando di ridurre sensibilmente i suoi obiettivi di vendita globali. L’indiscrezione proviene da due fonti informate dei fatti sentite da Reuters, secondo le quali la Casa giapponese avrebbe pronto un taglio di 1 milione di vetture, portando il target 2020 a 5 milioni di unità.

Una strategia conservativa

Un ripensamento dei propri obiettivi che ovviamente deriva dalla difficile congiuntura attuale, con la domanda drasticamente diminuita a casa dell’epidemia e la maggior parte degli impianti produttivi chiusi o che lavorano a ritmo ridotto. Nel 2019, le vendite in forte diminuzione si erano già  fermate a circa 5 milioni di auto, accompagnate da un crollo nei profitti.

Qualora l'attuale ceo Makoto Uchida, entrato in carica a gennaio, abbassasse effettivamente il target (i dettagli dovrebbero essere comunicati a maggio), si tratterebbe del secondo aggiustamento dopo quello dello scorso luglio, quando il precedente amministratore delegato Hiroto Saikawa ridimensionò una prima volta l'obiettivo, portato a 6,5 milioni di auto per il 2020.

In quest’ottica, quindi, Nissan dovrebbe concentrarsi sui settori più redditizi e cercare di non far diminuire ulteriormente le vendite, anche se la situazione straordinaria causata dalla pandemia di coronavirus complicherà ulteriormente le cose. 

Una ristrutturazione più profonda

La decisione non avrebbe solo una valenza simbolica ma anche importanti ricadute pratiche. Tagliare di un milione di vetture gli obiettivi di vendita significa adeguare di conseguenza la capacità produttiva, con effetti che potrebbero portare alla chiusura di quattro stabilimenti (rispetto ai due inizialmente preventivati) e a una riduzione della forza lavoro ben oltre la soglia del 10% già annunciata con il piano di risanamento varato la scorsa estate, che prevedeva anche il taglio di 4.300 tra dirigenti e impiegati.

“Stiamo facendo progressi, ma i volumi di vendita si sono rivelati bassi. Di conseguenza sarà necessaria una ristrutturazione più profonda di quella inizialmente pianificata”, ha dichiarato a febbraio Makoto Uchida, che è arrivato al comando della Casa nipponica dopo la clamorosa uscita di scena dei suoi due predecessori, Carlos Ghosn, accusato di illeciti finanziari a fine 2018, e Hiroto Saikawa, a sua volta accusato lo scorso anno di aver ricevuto compensi illeciti.

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