Ultimo aggiornamento  27 settembre 2021 22:25

Auto ma non solo: a marzo crollo di consumi.

Redazione ·

Solo nel mese di marzo, rispetto allo stesso periodo del 2019, gli effetti negativi della pandemia da coronavirus - secondo uno studio di Confcommercio - hanno causato un crollo dei consumi del 31,7% e, per il primo trimestre del 2020, si stima una riduzione tendenziale del 10,4%.

Un rosso che fa prevedere per aprile una contrazione del 13% del pil, a fronte di un calo tendenziale del -3,5% atteso per i primi tre mesi dell'anno. Un trend negativo in cui rientrano pesantemente anche le immatricolazioni delle nuove auto: -82% sempre a marzo. 

In picchiata anche turismo e ristorazione

"Siamo in presenza di dinamiche inedite sotto il profilo statistico-contabile, che esibiscono tassi di variazione negativi in doppia cifra", si legge nel report in cui si segnala, a seguire, il crollo di altri settori come: turismo (-95%), abbigliamento e calzature (-100%, per le aziende non attive online) e bar e ristorazione (-68% considerando anche la spedizione a domicilio).

"Speranza nelle autorità"

"I provvedimenti delle autorità nazionali e internazionali - si legge nella nota - non possono modificare il profilo delle perdite di prodotto, ma possono mitigare notevolmente le perdite di reddito disponibile connesse alla riduzione dell’attività, trasformandole in larga misura in deficit pubblico e quindi debito sovrano. La strada prevalente in Italia è la riduzione degli impatti della crisi attraverso la concessione di abbondante liquidità a costi molto esigui. Sarebbe opportuno affiancare a questi provvedimenti una serie di indennizzi proporzionali alle perdite (al netto delle imposte potenzialmente dovute) subite dagli imprenditori e dai lavoratori. Senza lo strumento dei 'trasferimenti a fondo perduto' si corre il rischio che l’eccezionale liquidità non sarà realmente domandata, almeno dai soggetti più deboli, lasciando ferite permanenti nel tessuto produttivo e rendendo meno vivace la ripartenza".

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