Ultimo aggiornamento  30 settembre 2020 01:28

L'insostenibile lusso della Bmw i8.

Paolo Odinzov ·

“Una vettura che pone una pietra miliare nella nostra storia e in quella dell’auto”: con queste parole Norbert Reithofer, l'ingegnere allora numero uno della Bmw, presentava nel 2014 la versione definitiva della i8. Ovvero la prima automobile ibrida plug-in della Casa fatta di elettricità, batterie e soprattuttto carbonio, il punto di partenza di una nuova era. L’inizio di un cammino che non solo ha cambiato con la elettrificazione il volto del marchio di Monaco, ma che ha anche stabilito un precedente industriale seguito poi da molti costruttori con modelli simili ma lontani nella concezione per i materiali utilzzati.

Esce di scena ma l'erede ancora non c'è

Adesso che la i8 va in pensione, come annunciato alcune settimane fa della Bmw, viene da chiedersi se di auto così ne vedremo ancora. La stessa erede della i8, che dovrebbe derivare dalla concept Vision M Next presentata lo scorso anno, è infatti ancora in discussione. E se e quando si arriverà, sarà comunque costruita con ben altre economie di scala e in modo sicuramente molto meno costoso della sua antenata. 

La scocca in carbonio

La i8 è tra le poche auto al mondo omologate per l’utilizzo stradale nella sua categoria dotata di una scocca fatta completamente in carbonio, per costruire la quale Bmw aveva messo su un reparto specifico nello stabilimento di Lipsia. Nelle ultime versioni il listino della tedesca ha sfiorato i 150mila euro, tanti e forse troppi visto che la vettura non ha mai avuto una precisa collocazione nel mercato.

Era una supercar benché fosse spinta da un piccolo motore a benzina tre cilindri, accoppiato a una unità elettrica collocata all’altezza dell’avantreno. Un'auto dalle prestazioni notevoli, grazie a una potenza complessiva pari a 374 cavalli e una maneggevolezza senza pari. Grazie alla batteria agli ioni di litio poteva poi andare a emissioni zero per circa 20 chilometri  - allora erano tanti - raggiungendo i 120 orari.

Cambiano i tempi

Proporre la i8, insomma, è stata una delle operazioni più ambiziose mai fatte dalla Bmw. A Reithofer sono succeduti al volante del gruppo Harald Krüger e poi, dall'agosto dell'anno scorso, Oliver Zipse. I tempi sono nel frattempo molto cambiati,, e non solo adesso per gli effetti della pandemia. Una verità è che la i8 è stata un lusso anche per un costruttore del lusso.

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