Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:22

L'omaggio di Kidston all'Italia (VIDEO).

Angelo Berchicci ·

Uno spaccato di cultura motoristica italiana che diventa l’occasione per omaggiare il nostro Paese in questo difficile momento. Si tratta del nuovo cortometraggio della Kidston, l’atelier specializzato in compravendita di auto d’epoca, che ha come protagonista un’Alfa Romeo Giulia TZ2 e due personaggi a essa legata: lo storico meccanico dell’Autodelta Giuliano Facetti e Andrea de Adamich, pilota della squadra corse Alfa Romeo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.

Il ricordo di un'epoca gloriosa

Gli esperti della Kidston Production (che ci hanno abituato a video-clip di rara bellezza, come la “sfida” Lamborghini-Ferrari tra Valentino Balboni e Arturo Merzario) hanno effettuato le riprese poco prima dell’inizio della quarantena in Italia. Una volta montato il materiale e visto il risultato, è venuto automatico utilizzarlo come tributo per il nostro Paese e per tutte le eccellenze motoristiche del passato e del presente.

Nei 4 minuti del video si può ammirare uno dei rari esemplari di Alfa Romeo Giulia TZ2 (ne furono costruiti solo 9) affrontare le curve del circuito di Varano de’ Melegari, con a margine i ricordi di Facetti e de Adamich che ci riportano in una delle epoche più significative per la Casa di Arese.

Una Ferrari 250 GTO in piccolo

La TZ2 venne costruita alla fine del 1964 per sostituire nelle competizioni la TZ, e raggiunse il pieno successo agonistico tra il 1965 e il 1966. Come sul precedente modello, il telaio era tubolare in acciaio al nickel-cromo mentre la carrozzeria, in fibra di vetro e con la caratteristica coda tronca, era opera della Zagato (il nome TZ significa per l’appunto “tubolare Zagato”).

La meccanica continuava a essere derivata da quella della Giulia, ma sulla TZ2 il quattro cilindri 1.6 bialbero guadagnava la lubrificazione a carter secco e il sistema di accensione Twin Spark (due candele per cilindro), per una potenza totale che arrivava a 170 cavalli. A fronte di soli 620 chili di peso, l'auto era capace di grandi prestazioni, tanto da guadagnarsi il soprannome di "piccola GTO", con riferimento alla nota Ferrari 250 GTO. 

Se non viene ricordata come una delle Alfa Romeo da competizione più vittoriose è solo perché già a fine 1965 la Casa smise di svilupparla a favore della Tipo 33 e della Giulia Gta. Ma di sicuro, è tra quelle che “suonano” meglio, come potete giudicare anche voi. 

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