Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:48

Elon Musk, da Tesla a Marte.

Elisa Malomo ·

Il 12 aprile è la Giornata Internazionale dell'uomo nello spazio: è dedicata al cosmonauta Yuri Gagarin che lo stesso giorno del 1961, a bordo della navicella Vostok 1, diventa il primo uomo a volare in orbita e a osservare la Terra da un punto di vista allora sconosciuto.

A cinquantanove anni dalla storica impresa, Elon Musk, ceo di Tesla e fondatore della società aerospaziale SpaceX, rilancia il suo progetto spaziale. Il manager sudafricano, infatti, ha più volte ribadito che il suo sogno è colonizzare Marte e dare inizio a “un'umanità multiplanetaria”.

Saranno necessarie milioni di persone per una colonia su Marte, 80mila ogni anno – spiega per la prima volta nel 2012 durante un meeting alla Royal Aeronautical Society di Londra - so bene che può sembrare una follia ma non sono diventato pazzo”.

Fase di lancio

Il viaggio di Musk verso lo spazio inizia nel 2002 con la fondazione di SpaceX (un anno prima di Tesla), l'agenzia aerospaziale con cui ha dato vita a numerosi progetti. Primo fra tutti la realizzazione di una serie di razzi riutilizzabili, ovvero in grado di essere lanciati svariate volte abbattendo così i costi della ricerca. A seguire nel 2015 parte lo Starlink, il programma che prevede una costellazione di satelliti gravitare attorno alla Terra con l’obiettivo di fornire un servizio di connettività internet ad alta velocità: attualmente sono 240 e, secondo quanto dichiarato da Musk, il numero minimo per avere una copertura moderata è di 800.

I risultati ottenuti gli consentono di avviare una lunga collaborazione con la Nasa per cui progetta – e costruisce – satelliti destinati al rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La SpaceX diventa così l'azienda privata in cui l'agenzia governativa americana ha investito di più.

Turismo spaziale

Il ceo di Tesla potrebbe presto aggiungere un nuovo capitolo alla storia: alla fine di maggio è previsto - ma la pandemia potrebbe cambiare i programmi - il lancio della missione Demo-2, la prima con equipaggio, a bordo della Crew Dragon. Lo stesso veicolo spaziale, abbinato al razzo Falcon 9, verso la fine del 2021 sarà anche utilizzato – a detta del miliardario - per la prima vacanza orbitale: tre cittadini facoltosi saranno spediti sulla ISS per circa una settimana. Un biglietto pare aggirarsi attorno ai 55 milioni di dollari: una cifra stellare che permetterà, in parte, di finanziare gli elevati costi dell'attività aziendale.

“Il santo Graal dello spazio”

Lo scorso ottobre, a Los Angeles il manager sudafricano presenta il concept dello Starship, il super razzo in acciaio inossidabile alto più di 50 metri e largo 9 di diametro che porterà gli uomini sulla Luna e poi sul pianeta rosso. “Questo è il santo Graal dello spazio”, lo definisce.

I test condotti fino ad oggi, però, non si sono rivelati all'altezza delle aspettative e il progetto potrebbe richiedere molto più tempo del previsto. Nell'ultimo test, volto a simulare le condizioni del volo orbitale di prova, in programma entro la fine del 2020, lo Starhopper SN3, terzo della serie di prototipi costruiti dall'azienda californiana, si è schiantato a terra accartocciandosi su se stesso.

Sulla scia di Musk

Viaggiare nello spazio è un'ambizione umana. Altri costruttori di auto sostengono con i loro investimenti la ricerca aerospaziale. Audi che nel 2017 ha presentato Rover Lunar Quattro, un piccolo veicolo modulare, nonché evoluzione di un prototipo utilizzato per alcune riprese del film "Alien: Covenant" di Ridley Scott. Nissan nel 2018 ha condiviso con la Nasa e la Federal Aviation Administration (Faa) lo sviluppo di nuovi sistemi di guida autonoma. Toyota nel 2019 ha avviato una parternship con Jaxa – l'agenzia spaziale giapponese – per la realizzazione di un mezzo elettrificato a sei ruote in grado di percorrere, sul suolo lunare, almeno 10mila chilometri trasportando due astronauti.

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