Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 23:37

L'auto tedesca telefona alla Merkel.

Edoardo Nastri ·

“Riprendere la vendita di auto il prima possibile”. L'industria tedesca - rappresentata da VDA, l’associazione dei costruttori, e da IG Metall, il sindacato dei metalmeccanici con oltre 2 milioni di aderenti, ha scritto una lettera alla cancelliera Angela Merkel chiedendo di tornare il prima possibile a vendere e produrre vetture nel paese nonostante la diffusione della pandemia di coronavirus.

La lettera è stata firmata anche dai gruppi che rappresentano importatori e concessionari. “I nostri spazi sono grandi e garantiscono protezioni maggiori contro le infezioni rispetto ai negozi di alimentari. Se vendite e consegne sono ferme anche la produzione non può ricominciare perché non sappiamo più dove mettere le automobili, i piazzali sono pieni”, scrivono le associazioni di categoria.

Preoccupati per i fornitori 

Oltre alle principali società automobilistiche, che hanno goduto di margini e profitti stellari, preoccupa soprattutto la catena di fornitura spesso fatta da aziende piccole che potrebbero non essere in grado di sopravvivere ancora a lungo allo stop.

Il calo delle immatricolazioni in Germania a marzo è stato del 38% pari a 215.119 nuove targhe.  L’economista tedesco Ferdinand Dudenhöffer stima che la Germania passerà da 5,1 milioni di veicoli prodotti nel 2019 a 3,8 milioni nel 2020. Con una contrazione della forza lavoro di circa il 12%.

Anche gli stessi manager dell’industria automobilistica tedesca, spina dorsale dell’economia del paese, non hanno previsioni confortanti. Jürgen Stackmann, membro del consiglio di amministrazione di Volkswagen, ha dichiarato che gli impianti potrebbero tornare a produrre automobili dalla prossima estate

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