Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 07:29

Todt: il virus cambierà la Formula 1.

Umberto Zapelloni ·

Ho conosciuto Jean Todt nell’estate del 1993. Dopo pochi mesi, durante una sessione di prove a Monza, mi disse: “Alle sue domande non rispondo”. Io continuano a farle e lui continuava a non rispondere. Avevo raccontato le risse interne a Maranello, le litigate, i primi (e unici) passi falsi del nuovo Napoleone di Maranello. Siamo andati avanti qualche tempo a farci la guerra. Ricordo un pezzo terribile che scrissi per Rombo. Quella volta mi tolse anche il saluto. Aveva ragione. Lo avevo preso in giro per la forfora, cosa che non si fa.

Con il passare del tempo il rapporto è migliorato, grazie anche all’intercessione del presidente Montezemolo. Sono subentrati la stima e il rispetto reciproco. Poi sono arrivare anche le vittorie e tutto è diventato più facile. Mi viene in mente tutto questo perché, spulciando gli annuari Ferrari per un lavoro che sto facendo, mi è capitata in mano una dedica che mi fece nel 2007.

Oggi, Jean Todt, è presidente della Fia (Federazione internazionale dell'auto) e spesso, negli ultimi anni, mi ha concesso delle belle interviste. Quando chiamo, lui risponde sempre. Questa volta non lo disturbo perché ha parlato a lungo con motorsport.it. Ecco che cosa ha detto.

"Bisogna prendere tempo"

“Non penso che la priorità per un costruttore sia assicurarsi la continuità nel mondo delle corse", ammette Todt. "Ovviamente ci spero ed è per questo che dobbiamo ascoltare tutti. Anche per i più grandi non dobbiamo dare nulla per scontato, quindi va considerata ogni cosa”.

“Dobbiamo essere umili, amiamo il motorsport, ma non è una cosa essenziale per la società, per cui vanno fatte le scelte più giuste e adatte. Bisogna prendere tempo, ma sono convinto che si tornerà a correre e spero che sarà anche meglio di prima”.

"Non dobbiamo fermarci"

“Sono certo che molti team, fornitori e costruttori dovranno rivedere i propri programmi e potrebbero essere costretti a fermarsi. Non voglio essere troppo fiducioso, ma spero che alcuni proprietari e sponsor mantengano le motivazioni. Ecco perché non dobbiamo fermarci e scoraggiarli. Possono dire: 'Ok, dopo tutto questo qual è lo scopo? Mi piace ancora? Ne ho bisogno?’. Dobbiamo spingerli in questa direzione, è la nostra responsabilità”, prosegue il numero uno della Fia.

"F1: obiettivo estate"

“Appena ripartiremo, penso che ci potranno essere due o tre Gran premi al mese. Cominciando a luglio o agosto e proseguendo fino a dicembre. Abbiamo sei mesi, moltiplicando per tre avremmo un ottimo numero di gare”.

“In ogni disastro e crisi ci sono tanti contro, ma anche dei pro. La cosa buona è che abbiamo l’opportunità di migliorare il futuro. In Formula 1, abbiamo raggiunto dei costi elevatissimi fuori dal normale, vanno assolutamente reindirizzati su un altro livello”.

“Se mi chiedeste del rapporto tra Fia e Ferrari, vi risponderei che mi piacerebbe moltissimo dare i dettagli della situazione, ma la Casa di Maranello si è opposta. Hanno ricevuto una sanzione, ma non posso dire di più riguardo ad essa”.

Storie e notizie sulla F1 sono disponibili nel blog di Umberto Zapelloni.

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