Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 14:17

Ferrari, il piano per ripartire.

Redazione ·

Ferrari riparte. La Casa di Maranello ha presentato “Back on Track”, il suo progetto per la “fase 2” della lotta all’epidemia di coronavirus, quella del progressivo rientro nella normalità e della ripresa produttiva. Un momento che è ancora di là da venire ma che – per la sua estrema delicatezza – va gestito e quindi preparato al meglio.

“Back on Track” poggia su tre pilastri fondamentali: riapertura delle sedi di Maranello e Modena secondo i tempi che verranno definiti dalle autorità nazionali, screening dei lavoratori Ferrari su base volontaria con esami del sangue e opportunità per i dipendenti di servirsi di una app, con tracciamento dei contatti, per un supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del virus.

Passo per passo

Per la riapertura serve - ovviamente - prima di qualsiasi altra cosa il via libera delle autorità nazionali a cui verrà associata l’attuazione del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione di Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020, ulteriormente "personalizzato" per gli stabilimenti di Ferrari.

La seconda fase, quella dello screening, prevede una serie di esami del sangue che verranno effettuati su base volontaria ai dipendenti e che serviranno a verificare eventuali contagi. In un futuro non lontano si conta di ampliare questo spettro di controllo e ricerca anche ai familiari conviventi e successivamente ai fornitori esterni.

Arriva la app

Nella terza fase, Ferrari metterà a disposizione dei suoi dipendenti una app con cui ricevere supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del coronavirus. Tramite una piattaforma esterna – e sempre nel rispetto della privacy -  è previsto il tracciamento dei contatti, per far sì che, in caso di positività, si possano rintracciare tutte le persone eventualmente coinvolte.

Ferrari intende inoltre mettere a disposizione un servizio di assistenza sanitaria e psicologica, telefonica e domiciliare. In caso di positività verrà attivata anche una copertura assicurativa specifica oltre a un alloggio adatto all'auto-isolamento, con assistenza medica e infermieristica a domicilio e supporto di materiale sanitario garantiti dall'azienda.

Progetto da esportare

"Stiamo definendo sistemi e protocolli per permettere la riapertura graduale e in sicurezza dei nostri luoghi di lavoro – ha scritto di “Back on Track" il presidente John Elkann nella lettera agli azionisti Exor - in stretta collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori e le autorità sanitarie. I risultati di questo progetto verranno condivisi a livello locale e in tutto il mondo per contribuire alla creazione di nuove procedure per la protezione della salute dei lavoratori”.

Anche il sindacato commenta positivamente l'iniziativa di Ferrari che va – come ha detto Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl – nella “direzione indicata dai rappresentanti dei lavoratori”. "Questo protocollo – che andrà continuamente aggiornato - rappresenta una rivoluzione, contribuirà a cambiare per sempre l'organizzazione del lavoro e della produzione. Si tratta di una grande sfida alla quale sindacati, azienda e lavoratori devono arrivare preparati. Non è escluso che il protocollo sanitario Ferrari possa essere preso presto a modello da altre aziende".

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