Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 21:16

Covid-19, gli effetti sulla mobilità elettrica.

Paolo Odinzov ·

Lo shock industriale ed economico causato dalla pandemia di coronavirus porterà ad un rallentamento a breve-medio termine nella transizione globale verso la mobilità elettrica. E’ quanto emerge da uno studio Deloitte nel quale è evidenziata anche la necessità di uno slittamento degli attuali target di riduzione delle emissioni di CO2 per favorire il rilancio dell’industria automobilistica.

Dalla carenza di batterie ai listini elevati

Diverse problematiche, a cominciare dallo stop degli stabilimenti in Cina che è il principale produttore di batterie al mondo con una quota superiore 50%, avranno secondo la ricerca significative ripercussioni sulla filiera internazionale.

Inoltre, i prezzi di listino ancora elevati delle auto a batteria, rispetto alla media del mercato, potrebbero avere un effetto negativo in un contesto caratterizzato dalla crisi economica e dalle incertezze reddituali. Con il risultato di spingere molti potenziali acquirenti a rinviare la decisione d’acquisto o scegliere auto tradizionali meno costose.

Benzina e diesel per ripartire

Sempre secondo l’azienda di consulenza i veicoli elettrici e quelli ibridi rappresentano poi ancora una parte residuale nelle vendite occidentali, con 1 milione e 356mila unità in Europa nell’ultimo anno. Ciò potrebbe portare i governi a puntare più sulle auto a benzina e diesel per rivitalizzare il mercato. Visto che queste nel 2019 hanno rappresentato in rispettivamente il 58.9% e il 30.5% delle immatricolazioni nel Vecchio Continente.

Dare ossigeno ai costruttori

Riguardo agli attuali vincoli sulle emissioni di CO2 e alle relative sanzioni per il non rispetto di questi, ipotizzare uno slittamento temporale dei target di almeno uno o due anni consentirebbe secondo Deloitte di far ritrovare alle imprese l’ossigeno di cui hanno bisogno per tornare a investire in innovazione e sviluppo e nella evoluzione della mobilità elettrica.

Questo, anche a fronte della previsione per il 2020 di un calo a livello globale nella produzione di veicoli leggeri di circa 11 milioni di unità, per un totale 77,9 milioni contro 88,9 milioni del 2019, che causera ingenti perdite per i costruttori.

Tag

coronavirus  · Deloitte  · Mercato auto  · Mobilità elettrica  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

Prime ipotesi dalla task force incaricata dal governo per la ripresa delle attività dal prossimo 4 maggio: si viaggerà a un metro uno dall'altro su mezzi pubblici, treni e aerei

· di Paolo Borgognone

I tedeschi si preparano per dopo Pasqua e invitano a riaprire presto le fabbriche anche in Italia. Nissan a caccia di liquidità. Cina: mercato a marzo -40% ma c'è ottimismo