Ultimo aggiornamento  26 ottobre 2020 23:35

9 aprile: l'auto preme per ripartire.

Paolo Borgognone ·

Ecco le notizie più importanti della giornata nel settore automotive. 

Germania chiama Italia

La Vdma – l’associazione che riunisce oltre 3.200 imprese tedesche nel settore della meccanica – ha scritto alla Confindustria italiana per chiedere che anche nel nostro Paese venga consentita la ripartenza del settore industriale, con particolare attenzione a quello della componentistica per auto. "I grandi stabilimenti automobilistici tedeschi - si legge nella lettera - riprenderanno funzionare dopo le vacanze di  Pasqua. L'intera filiera di fornitura dell'industria automobilistica europea sarà nuovamente chiamata a fornire i propri prodotti. La nostra richiesta è che all'industria italiana sia consentito di riprendere l'attività nella sua interezza, seppure in modo graduale, per poter supportare con successo la ripresa della produzione. L'industria meccanica tedesca ha un rapporto molto stretto con i suoi clienti e fornitori italiani, e viceversa”. 

Anche la Bdi – la Federazione delle industrie tedesche – ha scritto un’analoga lettera ai colleghi di Confindustria, sottolineando come “i dati sul calo dell'infezione in Italia ci danno qualche speranza in questi tempi difficili. Che  l'industria italiana stia lentamente pianificando l'aumento dei livelli di produzione e' considerato uno sviluppo positivo. La Germania sta facendo lo stesso: è un'opportunità per guardare al futuro". "In tutti i paesi europei – si legge ancora nella missiva degli industriali -  le economie dovranno essere riavviate mettendo  in campo tutte le misure per proteggere i dipendenti dal contagio". Dalla Bdi arriva anche una offerta di supporto: "Speriamo che l'industria italiana possa tornare alla produzione nel miglior modo possibile in queste circostanze. Non esitate a contattarci se c'e' qualcosa che la Federazione delle industrie tedesche può fare per sostenere il processo di recupero dell'industria italiana".

Nissan a caccia di liquidi

Nissan ha chiesto ai propri principali finanziatori di aprire una linea di credito di 4,5 miliardi di dollari per fronteggiare la crisi del mercato determinata dalla pandemia di Covid-19. In questo modo il costruttore giapponese conta di disporre della liquidità necessaria a proseguire la propria attività in attesa che gli effetti dell’epidemia sui volumi di vendita a livello globale possano diminuire.

Il mercato cinese? "Ce la farà"

Il mercato auto cinese – che a marzo, nonostante l’approssimarsi della fine della pandemia di coronavirus ha conosciuto un calo di oltre il 40% nelle vendite (a febbraio era stato del 79%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente - "ce la farà".

Parola di Cai Ronghua, responsabile della National Development and Reform Commission (Ndrc) secondo il quale gli effetti del virus passeranno presto e “la produzione riprenderà normalmente”. Se così non accadesse – ha ammonito Ronghua – le ricadute negative non si limiterebbero al settore delle quattro ruote ma colpirebbero l’intera economia cinese. Gli analisti si aspettano un rimbalzo positivo del mercato già in aprile.

Messico pronto a riaprire

Le industrie automotive del Messico – che in gran parte riforniscono di componenti le aziende americane – potranno ripartire “dai tre ai cinque giorni” dopo che quelle oltre il confine avranno ripreso a produrre, per evitare “ulteriori ritardi” nella catena di rifornimento. Lo ha detto, dopo un incontro con gli industriali del suo Paese, Andres Manuel Lopez Obrador, presidente della repubblica messicana

Gm imita Amazon

In un’intervista all’agenzia Reuters, il responsabile della sicurezza dei posti di lavoro per General Motors, Jim Glynn ha confermato che il costruttore di Detroit – nel momento in cui deciderà di riaprire gli impianti in Nord America - intende assumere le stesse iniziative prese da Amazon per la protezione dei lavoratori. Tra queste soprattutto lo screening della temperatura corporea e l’uso massiccio di mascherine e guanti. Secondo Glynn queste iniziative, oltre al distanziamento di almeno 1 metro tra un operaio e l’altro, dovrebbero essere "sufficienti a garantire la sicurezza in fabbrica", mentre non crede che i test del sangue, proposti per esempio da Ferrari per i suoi dipendenti nell’ambito della iniziativa “Back on Track”, possano essere utili. 

Buone notizie

La pandemia di coronavirus, oltre a provocare un altissimo numero di vittime,  sta mettendo in ginocchio l’industria - soprattutto dell’auto - con ripercussioni ancora tutte da valutare. Il discorso vale soprattutto per la culla dell’automotive americano, il Michigan: eppure il quotidiano Detroit News ha trovato tre aspetti “positivi” all’interno del dramma collettivo dell’epidemia. Intanto il calo del costo della benzina. Negli Usa, il prezzo medio a livello nazionale è di 1,91 dollari per gallone: in alcune aree dello stato del nord, invece, questa settimana si sono viste offerte inferiori al dollaro a gallone,  a causa della contrazione della domanda dovuta al “lockdown”.

Altro effetto è quello della diminuzione del traffico (nelle contee del Michigan più colpite come Wayne, Macomb e Oakland i volumi sono scesi fra il 71 e l'81%) e anche degli incidenti stradali: secondo le stime della polizia dello stato ci sono state a marzo 30 vittime in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Ultimo dato il calo dei premi assicurativi, attestato, per ora, intorno al 15%.

Agag, Formula E nei circuiti

Il responsabile del campionato mondiale di Formula E, Alejandro Agag, sta lavorando per salvare la stagione del mondiale elettrico. Attualmente il campionato è sospeso fino al 21 giugno, data in cui è in programma il Gp di Berlino, cui dovrebbero fare seguito una gara a New York e due a Londra. Ma i problemi legati al coronavirus rendono impossibile organizzare sfide nei centri cittadini, una caratteristica dalla Formula E.

“A New York e Londra – ha detto Agag in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” – sono stati istituiti ospedali da campo lungo il percorso della gara”. Per questo il manager spagnolo sta pensando di recuperare i Gp non disputati – fra cui quello di Roma di metà aprile – su “circuiti non lontani dalle città”. L’obiettivo è quello di terminare la stagione 2020 entro settembre per far sì che la successiva possa partire a cavallo della fine dell’anno.

Ferrari raccoglie 1 milione 

Ferrari ha organizzato una raccolta fondi tra i suoi clienti che abbiano partecipato alle Cavalcade, le esperienze di viaggio organizzate dal Cavallino a bordo delle sue vetture esclusive. La somma raggiunta - 1 milione di euro -  è stata messa a disposizione  della Azienda Unità Sanitaria locale di Modena. Oltre a farsi promotore dell'iniziativa, il marchio di Maranello partecipa attivamente alla raccolta raddoppiando l'offerta di ciascun cliente. Il progetto continuerà anche nelle prossime settimane. 

Mille Miglia solidale 

Lo stilista Luca Roda ha realizzato un logo speciale per celebrare l’edizione 2020 della Mille Miglia, la storica gara di auto d’epoca che quest’anno, a causa della pandemia, è stata rinviata dal 13 maggio al 25 ottobre. Il logo dell’artista e manager bresciano testimonia il sostegno della gara al sistema sanitario della città di Brescia, in prima linea nella lotta contro il Covid-19.

Inoltre, questa iniziativa fa parte del progetto - lanciato il mese scorso - AiutiAMObrescia, una raccolta fondi annunciata dalla Fondazione Comunità Bresciana e dal Giornale di Brescia che ha l’obiettivo di raccogliere e acquistare materiale sanitario per supportare gli ospedali cittadini. Il nuovo logo è presente anche sul materiale di merchandising disponibile sul sito della Mille Miglia: i proventi delle vendite verranno devoluti a AiutiAMObrescia.

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· di Redazione

“Back on Track” è il progetto della Casa di Maranello per rimettersi in moto dopo la pandemia. Sicurezza sul lavoro e tutela dei dipendenti al primo posto