Ultimo aggiornamento  27 maggio 2020 03:03

Mauto, torna in moto la gloriosa Itala (VIDEO).

Angelo Berchicci ·

Lei è una vera e propria rediviva. Stiamo parlando della Itala 35/45 Hp che ha vinto il raid Pechino-Parigi del 1907. L’auto appartiene al Mauto (Museo dell’Automobile di Torino), che ha appena concluso un approfondito restauro funzionale.

Una sfida senza precedenti

La storia straordinaria di questa vettura inizia nel gennaio 1907, quando il quotidiano francese Le Matin lancia dalle sue pagine una sfida senza precedenti: “Quello che dobbiamo dimostrare oggi è che dal momento che l'uomo ha l'automobile, egli può fare qualunque cosa ed andare dovunque. C'è qualcuno che accetti di viaggiare, nell'estate prossima, da Pechino a Parigi in automobile?”

All’appello risponderanno cinque equipaggi - tre dalla Francia, uno dall’Olanda e uno dall’Italia - che il 10 giugno si ritroveranno per la partenza dalla capitale cinese. L’equipaggio italiano è composto dal principe Scipione Borghese, dal meccanico Ettore Guizzardi e dall'inviato speciale del Corriere della Sera, Luigi Barzini.

Una scelta vincente

Per la traversata si optò per una Itala 35/45 Hp, una scelta in controtendenza rispetto agli altri partecipanti, dotati di vetture più leggere e meno potenti (il 4 cilindri di 7,4 litri erogava 45 cavalli, sufficienti a spingere i 1.370 chili della Itala fino alla velocità massima di 95 chilometri orari), ma che si rivelò vincente. Il 10 agosto, infatti, l’equipaggio italiano arrivò per primo a Parigi con venti giorni di vantaggio sul secondo, coprendo il percorso di 16mila chilometri in 60 giorni. Il raid venne documentato dal libro scritto da Barzini al ritorno, intitolato “La metà del mondo vista da un’automobile”.

La Itala ricevette poche ma fondamentali modifiche: rispetto alla vettura di serie le ruote erano più grandi e di uguale dimensione davanti e dietro per limitare le scorte di pneumatici, i cerchioni erano in legno per poter essere riparati più facilmente, e i parafanghi furono sostituiti con assi di frassino, da usare come supporti nei punti più impervi o per piccoli guadi. Venne anche dotata di due serbatoi supplementari per la benzina, della capacità di 150 litri ciascuno, che garantivano un’autonomia complessiva di 1000 chilometri.

Il raid ripetuto altre due volte

Nel 1933 la Itala offrì la vettura vincitrice del raid al conte Carlo Biscaretti di Ruffia per il suo Museo dell’Automobile, che sarebbe poi diventato il Mauto. Da allora l'auto fa parte della collezione permanente del Museo dell’Automobile di Torino, ma se pensate che sia stata destinata all’esposizione statica vi sbagliate: questa ultra-centenaria non vuole smettere di macinare chilometri, tanto da aver ripetuto il raid per altre due volte, nel 1989 in un evento organizzato da Fiat e Rai (il percorso, 25mila chilometri, fu persino più lungo dell'originale) e nel 2007 (esattamente cento anni dopo la storica impresa) con la spedizione televisiva Overland, in entrambi i casi senza alcun problema meccanico.

Concluso l'ultimo restauro

La Itala 35/45 Hp è un po’ la bandiera del Museo dell’Automobile di Torino, che provvede a eseguire interventi di manutenzione e restauro con regolarità, in modo da mantenerla sempre funzionante. L’ultimo è stato realizzato subito dopo la partecipazione dell’auto al Goodwood Festival of Speed 2019, durante il quale l’Itala ha percorso la celebre salita, e si è appena concluso. Tramite un video postato sulla sua pagina Facebook il museo ha quindi documentato la prima uscita di questa arzilla vecchietta, e qualcosa ci dice che non si tratterà dell’ultima.

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