Ultimo aggiornamento  11 luglio 2020 08:10

Quando Henry Ford inventò l'auto bio.

Elisa Malomo ·

Henry Ford, fondatore del colosso automobilistico americano scomparso il 7 aprile 1947, è stato all'avanguardia anche in fatto di ecosostenibilità. È il 1942 quando il pioniere delle quattro ruote, figlio di agricoltori, deposita il brevetto della Hemp Body Car (“auto di canapa”), la prima vettura prodotta interamente con fibre di cellulosa biodegradabili. Un progetto che, a distanza di tempo, risulta più che mai attuale e innovativo.

“Perché consumare foreste – si domandava Ford - che hanno impiegato secoli per crescere e miniere che hanno avuto bisogno di intere ere geologiche per stabilirsi, se possiamo ottenere l'equivalente dall'annuale crescita dei campi di canapa?”.

L'auto che viene dalla terra

La vettura è tutta al naturale: dalla scocca costituita da un mix di fibre di canapa e soia al carburante di etanolo ricavato dalla raffinazione dei semi della pianta di canapa. Soluzioni che rendono il mezzo dieci volte più leggero rispetto alle auto con carrozzeria d'acciaio, abbattendo, quasi del tutto, le emissioni inquinanti. 

Non solo più leggero ma anche sorprendentemente resistente. Henry Ford, per dimostrare quanto la nuova plastica vegetale sia robusta, gira un filmato che lo ritrae mentre colpisce la carrozzeria con una mazza. La scocca, a dimostrazione della sua tesi, non riporterà alcuna ammaccatura.

Solo un prototipo

L'auto di canapa è destinata a restare solo un prototipo a causa della morte di Ford sopraggiunta nel 1947. Ma un altro fattore che stronca il progetto sul nascere è la forte politica proibizionista negli Usa iniziata nel 1937 con il Marijuana Tax Act, la legge voluta dal funzionario del Bureau of Prohibition Henry Aslinger che, nel 1955, raggiunge l'apice con l'ondata di proibizionismo nei confronti del commercio, dell'uso e della coltivazione della canapa.

Le motivazioni di Ford

Le motivazioni alla base del progetto di Ford non sono tuttavia di matrice ambientalista. A spingere il magnate americano verso soluzioni sostenibili è soprattutto la scarsità di materiali metallici dovuta al loro massiccio impiego nel settore bellico.

Da qui l'intuizione di integrare il settore agricolo a quello automobilistico e sostituire le leghe metalliche con qualcosa di altrettanto resistente. Con la speranza che le nuove fibre organiche potessero rendere anche più sicure le proprie automobili. 

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