Ultimo aggiornamento  24 giugno 2021 14:48

Benzina: Gra di Roma a secco di notte.

Linda Capecci ·

Le piccole imprese di gestione degli impianti di distribuzione carburanti "continueranno a chiudere, non per protesta o sciopero, ma per mancanza di liquidità e quindi per oggettiva impossibilità a continuare l'attività e il servizio". E' l'allarme lanciato da Faib, Fegica e Figisc/Anisca in una lettera indirizzata al Mit, Mise, Mef e Garante per gli scioperi. In questo quadro complesso si inserisce anche la chiusura notturna delle aree di servizio del Grande Raccordo Anulare a partire dal 10 aprile. Le federazioni dei gestori denunciano come le società concessionarie abbiano attuato una "completa retromarcia rispetto agli impegni assunti al tavolo con il governo il 30 marzo"

Le responsabilità

L'accusa delle federazioni è chiara: "L'intera responsabilità delle chiusure e della conseguente interruzione dei servizi ricade sulle società concessionarie e subconcessionarie, per l'evidente rifiuto di assumere le iniziative richieste loro dal Governo e di adottare i comportamenti idonei ad impedirle".

Secondo le associazioni, le imprese avrebbero evitato ogni quantificazione relativa alle risorse da destinare alla gestione delle aree di servizio e rimandone a futura definizione tutti gli aspetti, pretendendo una negoziazione "one to one" con ciascuno dei singoli subconcessionari.

A Roma

A partire dalle ore 18 di venerdì 10 aprile, le aree di servizio del Grande Raccordo Anulare di Roma rimarranno così chiuse tutte le notti. Così stabilisce una nota della Fegica (Federazione italiana gestori carburantio e affini) Cisl. Per garantire i servizi minimi essenziali tra le 18 e le 7 del mattino, saranno presidiate 2 aree per carreggiata. La decisione è stata già comunicata al concessionario Anas e alla sindaca Virginia Raggi.

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