Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 12:38

7 aprile: industria auto, prove di riapertura.

Paolo Borgognone ·

Le notizie più significative di oggi. 

Fca, in Nord America riapre (forse) il 4 maggio

Fca prevede di riavviare progressivamente la produzione nei suoi impianti negli Stati Uniti e in Canada a partire dal 4 maggio. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, sottolineando che il gruppo sta lavorando con il sindacato e i funzionari pubblici per mettere a punto procedure che "certifichino il benessere quotidiano della forza lavoro" e attuino il distanziamento sociale previsto dalle misure per contenere il coronavirus. 

Volkswagen, in Spagna al lavoro dal 20 aprile?

Volkswagen spera di poter riaprire il suo stabilimento in Navarra – nel nord della Spagna – già il prossimo 20 aprile. Secondo uno schema presentato dal costruttore tedesco, il lavoro riprenderebbe inizialmente con solo turno al giorno per 4 giorni alla settimana.

Tutti gli operai vestirebbero obbligatoriamente maschere e guanti, oltre a osservare le regole del distanziamento di almeno un metro. Lo stabilimento – chiuso da metà marzo – dà lavoro a 4.800 persone che realizzano qui i modelli della Polo e della T-Cross

Honda attende maggio 

Gli impianti di Honda negli Usa e in Canada – fermati il 23 marzo scorso per la pandemia di Covid-19 – rimarranno chiusi fino al 1 maggio. Per quella data il costruttore spera di poter riprendere la produzione. 

Kia riparte in Slovacchia

Lo stabilimento Kia in Slovacchia ha ripreso a lavorare, dopo essere stato fermo per 14 giorni. La riapertura – fanno sapere dal costruttore coreano – è stata resa possibile dal rallentamento del contagio nel Paese. Se lo scenario dovesse mutare di nuovo, dicono alla Kia, l'impianto verrà nuovamente fermato. 

Gm, Deutsche Bank lancia l’allarme 

General Motors potrebbe avere problemi di liquidità se il fermo produttivo imposto dall’epidemia di Covid-19 dovesse continuare. A sostenerlo in un rapporto è la Deutsche Bank secondo la quale il costruttore di Detroit rischierebbe, se lo stop durasse oltre le 15-17 settimane, di non avere più denaro liquido per portare avanti le proprie attività.

Secondo l’istituto bancario, anche Ford sarebbe più o meno in una situazione analoga.

Moody's: nessun problema

Anche se i costruttori auto europei stanno affrontando un periodo di "minor capacita' di generare profitti rispetto a una decina d'anni fa, la disponibilità di cassa per loro "non e' un problema". Lo sostiene Moody's in uno studio secondo il quale "tutti i produttori europei e asiatici possono affrontare con fiducia i prossimi trimestri che richiederanno un elevato consumo di liquidità".

Questo anche grazie ai "consistenti pacchetti di aiuti governativi annunciati a fine marzo che forniranno un sostegno adeguato alle loro controllate in caso di bisogno". Secondo Falk Frey, uno dei vicepresidenti di Moody's, "i punti chiave per mantenere il rating per i costruttori di auto saranno la capacità di recuperare utili, margini operativi e generazione di cassa nei prossimi due anni".

F1, ancora cassa integrazione

Dopo McLaren altri due team di F1 hanno deciso di mettere una parte dei dipendenti in cassa integrazione e di tagliare i compensi, anche ai piloti.

La Williams ha comunicato che “un numero di impiegati” è stato messo a riposo forzato fino alla fine di maggio e che – a partire dal 1 aprile – i piloti George Russell e Nicholas Latifi hanno pattuito una riduzione del 20% del loro ingaggio.

Anche la Racing Point – che presto diventerà Aston Martin – ha annunciato gli stessi provvedimenti, aggiungendo che i due drivers Sergio Perez e Lance Stroll, figlio di Lawrence, prossimo ceo del marchio inglese, hanno scelto “un taglio volontario” del loro salario. Non sono state, in questo caso, diffuse cifre. 

Ford, 1 milione di mascherine

L’impianto Ford di Plymouth, Michigan – appositamente riconvertito per affrontare la pandemia da coronavirus – ha raggiunto, dopo soltanto 13 giorni di attività, l’obiettivo di sfornare 1 milione di mascherine in 24 ore.   

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