Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2021 17:59

Quando Mr Atari mise il navigatore sulla plancia.

Paolo Odinzov ·

Oggi è semplice, si digita oppure addirittura si detta un indirizzo e una voce, solitamente femminile, spiega le indicazioni per raggiungere la meta desiderata. Sembrano passati secoli da quando per viaggiare in auto si dovevano tirare fuori dal cruscotto, pensando a dove e come aprirle, quelle enormi carte geografiche piegabili e a volte difficili da leggere senza occhiali. Eppure il primo navigatore satellitare per le vetture risale a 35 anni fa, quando ancora non era operativo il sistema di posizionamento globale noto come GPS (Global Positioning System).

L'intuizione in mezzo al mare

A realizzare quello che a tutti gli effetti può essere definito come il padre dei moderni sistemi d’infotainment sono stati Nolan Bushnell, il co-fondatore di Atari, e il suo amico ingegnere Stan Honey.

Bushnell aveva assunto Honey per fare da comandante del suo yacht Charley nella Transpacific Yacht Race del 1983, regata velica americana che ancora oggi si svolge lungo una rotta di 2.225 miglia nautiche partendo da Los Angeles per arrivare a Honolulu.

Mentre navigavano di notte e cercavano di capire la loro posizione i due, scherzando sulla difficoltà nell’individuare la rotta, pensarono che sarebbe stato tutto più semplice se non avessero dovuto eseguire a mano numerosi calcoli ricorrendo all’utilizzo del sestante e altri strumenti e che bisognava creare un sistema in grado di farlo da impiegare magari anche nelle automobili. Una volta sbarcati si misero subito al lavoro e nel giro due anni trasformarono la loro idea in realtà con Etak navigator. Dispositivo portatile sviluppato mettendo insieme un team di tecnici con l’apporto della Catalyst Technologies Venture Capital Group: uno dei primi incubatori di società tecnologiche al mondo.

Basato su un processore Intel

Basato su un processore Intel appositamente sviluppato per l’elaborazione dei dati, l'Etak utilizzava come supporto per le mappe digitalizzate delle normali cassette audio con nastro magnetico che però non potevano contenere molti dati. Per l'area di Los Angeles, ad esempio, erano necessari da tre a quattro nastri che il conducente doveva cambiare.

La mappa si spostava su uno schermo vettoriale verde e il navigatore funzionava convertendo un indirizzo stradale in un punto di latitudine/ longitudine sfruttando una bussola digitale e due sensori montati sulle ruote non motorizzate. Bastava che l’utente inserisse una volta la posizione dell'auto con una breve calibrazione e da quel momento in poi poteva essere utilizzato correggendosi automaticamente.

Una rivoluzione tecnologica

L’Etak  fu una vera rivoluzione e venne finanziato anche dalla General Motors. A questo sistema si deve l’inizio di una tecnologia che oggi va ben al di là dall’essere un semplice strumento elettronico con cui ricevere istruzioni per raggiungere un determinato posto. I moderni sistemi satellitari delle auto sono infatti alla base della guida autonoma che verrà, e già adesso hanno funzioni che non solo semplificano la vita, ma aumentano la sicurezza e contribuiscono a ridurre consumi ed emissioni.

Basti pensare alla navigazione predittiva con la quale è possibile determinare in anticipo la migliore strada da prendere per regolare ad esempio il cruise control adattivo presente ormai su molti modelli. Oppure alle interfacce per rilevare il traffico e scegliere i tragitti più scorrevoli. Tutto è possibile, grazie anche a quella lontana gita in mare tra amici.

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