Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 16:02

Henry Ford Museum, chiuso per virus.

Paolo Borgognone ·

Dearborn, alle porte di Detroit, stato del Michigan: casa Ford. Qui oggi, come quasi ovunque negli Stati Uniti e nel mondo, si vive come in un film di fantascienza. Le strade sono vuote, le fabbriche da dove da oltre cent’anni escono a ritmo continuo gli ultimi modelli di automobili, chiuse. Non poteva non chiudere per viirus anche l'Henry Ford Museum, una struttura in parte a cielo aperto che celebra non soltanto la storia delle quattro ruote ma di tutta l’America .

Un’istituzione nata nel 1927 e visitata annualmente da quasi 2 milioni di turisti da ogni parte del mondo. Ci lavorano circa 1.400 persone che sono ora quasi tutte in cassa integrazione: soltanto i lavoratori indispensabili per il mantenimento del sito sono ancora impiegati ma con riduzioni del salario fino al 20%.

“Il momento è difficile e doloroso  – ha raccontato Patricia Mooradian, presidente e ceo dell’istituzione -  per tutti. Il nostro museo ha accumulato negli anni un deficit di oltre 10 milioni di dollari e speriamo che queste scelte possano aiutarci a superare le difficoltà del periodo e continuare il nostro lavoro per il bene dello staff e della intera comunità di Dearborn”.

Celebrazione dell’America

Voluto dal fondatore della omonima casa automobilistica, il museo – il più grande del suo genere negli Stati Uniti - ospita oggi diverse attrazioni: tra queste la Weiser Railroad, una autentica ferrovia a vapore funzionante e soprattutto il Greenfield Village - inaugurato nel 1933 – un’area all’aperto di 970mila metri quadri nella quale si racconta la vita quotidiana degli americani, dai coloni del “Mayflower” arrivati dall'Inghilterra, fino ai giorni nostri. Qui sono stati recuperati ambienti originali come la bottega di biciclette dei fratelli Wright, i padri del volo, che si trovava nella loro proprietà di Dayton, Ohio o la replica esatta del laboratorio del grande inventore Thomas Edison a Menlo Park, New Jersey.

Il tutto è visitabile anche da un punto di vista particolare: si può infatti salire a bordo di una autentica Model T (la “Tin Lizzie”, lucertolina di latta era il suo soprannome, in tutto ne vennero costruiti 15 milioni di esemplari), la prima vettura realizzata con una catena di montaggio e prodotta dal 1908 al 1927.

Auto da sogno 

Il pezzo forte dell’Henry Ford è il “Museum of America Innovation" dove sono raccolte e messe in mostra alcune auto incredibili. Basti pensare alle limousine presidenziali, dalla Brougham di Theodore Roosvelt alla Lincoln Continental SS100 X sulla quale viaggiava John Fitzgerald Kennedy quando fu ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. Non mancano le curiosità come un’originale Wienermobile, una vettura pubblicitaria costruita appositamente per la catena di fast food Oscar Mayer a forma di hot dog. Tra gli altri pezzi esposti – oltre a tutti i modelli che hanno fatto la fortuna della Ford fin dalla sua fondazione - anche una Nucleon, un concept del 1958 mosso dall’energia nucleare oltre alla vettura originale vincitrice del campionato Nascar del 1988 guidata dal leggendario pilota Bill Elliott.

Il museo ospita anche altri pezzi unici che raccontano la storia degli Usa, messi insieme – a partire dal 1906 – dallo stesso Henry Ford. Dalla sedia del teatro Ford (ma stavolta le auto non c’entrano) di Washington sulla quale sedeva il presidente Abramo Lincoln quando venne assassinato dall’attore John Wilkes Booth il 14 aprile 1865, all’autobus sul quale viaggiava Rosa Parks, la donna afro-americana che nel 1955 – rifiutandosi di scendere e lasciare il posto a un bianco – diede il via al boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery Alabama e alla battaglia per i diritti civili dei neri d’America guidata dal reverendo Martin Luther King.

Tag

Dearborn  · Henry Ford  · USA  · 

Ti potrebbe interessare

· di Linda Capecci

Dal 15 gennaio al 19 aprile 2020, una mostra ripercorre le trentasei vittorie delle Rosse nella leggendaria gara di durata francese. Da non perdere

· di Giuseppe Cesaro

L'inventore dei Peanuts compirebbe 96 anni. Storia di un genio che ha rivoluzionato il mondo dei fumetti con le sue strisce quotidiane. Prestate anche alla pubblicità di un'auto