Ultimo aggiornamento  27 novembre 2020 07:43

Il lungo declino del diesel.

Paolo Odinzov ·

Ancora prima che scoppiasse l’epidemia di Covid-19, con tutte le conseguenze che ne sono derivate anche del punto di vista economico, il mondo dell'auto è stato colpito dal dieselgate, lo scandalo sulle emissioni innescato dalla Volkswagen che ha riguardato le motorizzazioni a gasolio riducendo drasticamente le vendite.

Il mercato in Italia

I dati a riguardo parlano chiaro. Nel 2019 la percentuale di vetture a gasolio sul totale del mercato in Italia è stata del 40% a fronte del 51,5% nel 2018 e del 55,7% nel 2015 prima che scoppiasse lo scandalo E nei primi tre mesi di quest’anno la quota e scesa ulteriormente al 34,4%. Numeri che stanno a indicare una perdita di oltre 21 punti in percentuale sul totale venduto in poco più di 5 anni.

Così in Europa

In Europa il trend è lo stesso, solo quest’anno nei 5 maggiori mercati (Germania, Francia, Italia, Spagna e Gran Bretagna), le immatricolazioni di auto nuove diesel sono calate del 17% a febbraio, per una quota del 31,6% sul totale (nel 2019 era il 35,4%) e del 19% da gennaio a fine febbraio arrivando a contare il 30,5% delle targhe con 4 punti in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

Scomparse le piccole motorizzazioni

Nonostante anche diversi studi abbiano dimostrato come i moderni diesel inquinino addirittura meno di quanto facciano molti motori a benzina, la categoria è stata insomma pesantemente penalizzata, pagando lo scotto anche con recenti blocchi alla circolazione che hanno riguardato in molte città persino auto Euro6.

A quattro anni dall’entrata in vigore dell’Euro 6D-Temp, con i quali il Parlamento europeo ha dato la prima risposta al dieselgate approvando la misurazione dei livelli di NOx (gli ossidi di azoto al centro dello scandalo) non in laboratorio ma su strada con il ciclo Rde, sono sparite praticamente dal mercato tutte le piccole motorizzazioni diesel. Anche quelle di cilindrata maggiore, utilizzate prevalentemente sui suv e le berline d’alta gamma, iniziano inoltre a soffrire e pagano il confronto con i sistemi ibridi che, ad eccezione di pochi costruttori come Mercedes, non prevedono l’impiego di unità a gasolio nella parte termica.

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