Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:05

Alfa, sorelle per la pista.

Angelo Berchicci ·

Non si può dire che all’Alfa Romeo non sappiano come celebrare gli anniversari. A giugno la Casa di Arese compie 110 anni e per l’occasione ha messo a punto la versione alleggerita e super performante della Giulia, la GTA, omaggio all’omonima antenata degli anni ’60. Eppure, questa berlina dal look appariscente ricorda più un’altra auto della Casa, anch’essa legata a un suo importante anniversario: la 75 (così chiamata perché lanciata nel 1985, in occasione dei 75 anni del costruttore), e in particolare ci riferiamo all’estrema versione Turbo Evoluzione

Arrivate in un momento di svolta

Sia la Giulia GTA che la 75 Turbo Evoluzione sono le versioni più spinte delle berline su cui si basano. Oltre  al carattere corsaiolo e all’estetica estrema, a unire idealmente queste due vetture così lontane nel tempo ci sono alcune statistiche care agli appassionati del costruttore (con la Giulia l'Alfa è tornata alla trazione posteriore su un modello di grande produzione, che mancava proprio dalla 75), nonché un valore simbolico: entrambe le auto sono arrivate a chiusura di un periodo importante per il marchio milanese.

La 75 è infatti tuttora ricordata come l’ultima berlina sportiva basata interamente su meccanica Alfa prima dell’avvento dell’era Fiat. Parallelamente, la Giulia Gta è lo specchio del livello tecnico raggiunto dalla Casa all’indomani del debutto dei primi modelli elettrificati, come il Tonale, e del matrimonio tra Fca e Psa

Ultima completamente meccanica

Presentate solo virtualmente, a causa dell’annullamento del Salone di Ginevra 2020, sia la Giulia GTA che il suo allestimento ancora più estremo, chiamato GTAm, si basano sulla Giulia Quadrifoglio Verde, di cui utilizzano lo stesso V6 2.9 biturbo, che in questo caso eroga 540 cavalli grazie a elettronica rivista, scarico Akrapovic, ma anche pistoni ridisegnati per migliorarne il raffreddamento. Le modifiche hanno riguardato anche l’assetto, che ora vanta un nuovo set-up di molle e ammortizzatori e carreggiate allargate di 50mm.

All'Alfa Romeo hanno alleggerito la vettura di 100 chili e hanno dato grande importanza all’aerodinamica, come dimostrano lo splitter anteriore, le minigonne e il vistoso alettone in carbonio. Si tratta di una vettura che guarda esplicitamente alla pista e ai track-day e che dalla Casa definiscono come una delle ultime espressioni completamente meccaniche di un’Alfa Romeo prima dell’era elettrificata. Ne verranno prodotte 500, esattamente come gli esemplari di 75 Turbo Evoluzione, a un prezzo che non è ancora stato comunicato.

Nata per le corse

L’Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione, invece, non nasce per allietare il pilota della domenica ma per veri e propri fini agonistici. Siamo nel 1986, un anno fondamentale per Alfa Romeo perché la Casa passa dalle mani dell’Iri a quelle del Gruppo Fiat. Proprio mentre vengono intavolate le trattative, Alfa Romeo stupisce tutti presentando, ancora una volta al Salone di Ginevra, la versione da gara della 75, che risponde agli standard del Gruppo A ed è allestita dalla squadra corse per competere nelle categorie turismo.

La base di partenza è la 1.8 turbo, la cui cilindrata viene leggermente ridotta per motivi regolamentari. Tuttavia, per non perdere nulla sul piano della potenza (155 cavalli), si lavora sulla pressione di sovralimentazione e sui condotti di aspirazione. Per ottenere l’omologazione l’Alfa Romeo deve però produrre 500 esemplari stradali simili al modello da corsa, anche nelle aggressive appendici aerodinamiche, che diventeranno un pezzo ricercatissimo dai collezionisti.

 

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