Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:40

Auto robot, la sfida segreta di Apple.

Valerio Antonini ·

Il primo aprile 1976 a Cupertino nella Silicon Valley Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne fondano la Apple Computer Company, che diventerà uno dei maggiori fornitori (con Microsoft) di personal computer e inventore di straordinari prodotti elettronici come il lettore musicale iPod, la serie di smartphone iPhone, il tablet iPad e lo store di canzoni iTunes. Jobs ha tanti sogni nel cassetto ma, secondo Bloomberg, al fondatore di Apple viene in mente di realizzare una vettura 100% autonoma nel 2008. Nella realtà il progetto denominato Titan inizierà nella massima segretezza nel 2014, tre anni dopo la scomparsa di Jobs.  

Un passo alla volta

Il Project Titan è famoso per i tanti stop and go che avrebbe subito. Apple avrebbe prima pensato di fare un'auto a guida autonoma in proprio, poi avrebbe scartato l'idea scegliendo di lavorare soltanto al sistema da vendere agli altri. Ma non c'è mai stato nulla di ufficiale.

Ora, secondo quanto ha scritto il Wall Street Journal, pare che Apple pensi a lanciare - addirittura nel 2021- una sua iCar. Una vettura dotata di un processore Apple dedicato, in grado di controllare gran parte dei comandi e iper connessa a tutti i dispositivi dell'azienda. Sarebbe prevista ancora la presenza sia di volante che di pedali. 

Secondo le statistiche comunicate al Dipartimento Auto della California, una flotta di suv Lexus noleggiata per la prima volta da Apple nel 2015 ed equipaggiata con propri sensori e sistemi di guida autonoma ha percorso complessivamente poco più di 12mila chilometri, solo il 10% di quelli effettuati nel 2018. Molto meno rispetto alla più agguerrita concorrenza. 

Segnali di un'altra marcia indietro, anche se ancora una volta non c'è nulla di ufficiale?

“Non vedrò mai un auto robot”

L'anno scorso ha fatto sentire la sua voce l'altro Steve della creazione di Apple, quel Wozniak che a un certo punto prese altre strade da Jobs ma che comunque sa bene di che si parla in fatto di sistemi di guida autonoma. “Difficilmente nella mia vita - sono le sue parole - riuscirò a salire a bordo di una vettura in grado di guidarsi da sola, senza alcun intervento dell’uomo. Quelle che vedrò non saranno all’altezza delle mie aspettative. Un’auto robot, per funzionare correttamente, dovrà essere in grado di sostituire il cervello del conducente anche nelle situazioni più insolite, improvvise. I computer di oggi agiscono ancora seguendo algoritmi convenzionali, perciò sarò complicato renderli così tanto reattivi. L’ho capito un paio di anni fa e infatti ho rinunciato a svilupparli. Ho sempre creduto che i robot sarebbero diventati presto più intelligenti degli umani, capaci di percepire le nostre emozioni e interagire come se fossero esseri senzienti. Mi sbagliavo. Ci vorranno ancora diversi anni. Avevo anche abboccato alle promesse di Elon Musk che si diceva vicino a ottenere una versione 100% autonoma del suo sistema Autopilot di Tesla. Ma dopo 4-5 anni di tentativi ancora non ci è nemmeno andato vicino”.

E pensare che Wozniak è sempre stato un ammiratore di Musk e uno dei principali sostenitori sia dello sviluppo dell'intelligenza artificiale che delle potenzialità della guida autonoma (“potrebbe salvare tante vite umane”). Ma chissà come sono risuonate le sue parole a casa Apple. Aspettando Titan, o come si chiamerà il segreto progetto dell'azienda di Cupertino. 

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