Ultimo aggiornamento  10 aprile 2021 16:12

Unrae: le proposte per l'auto.

Stefano Antonetti ·

A marzo in Italia si sono immatricolate solo 28mila auto. Erano state oltre 190mila lo scorso anno nello stesso mese. Un crollo al quale bisogna necessariamente mettere rimedio, aiutando un settore in grande difficoltà. E che contribuisce al 10% del pil e produce circa 80 miliardi di euro annui di gettito fiscale. Le stime più ottimistiche ora parlano di una chiusura del mercato intorno a 1.300.000 unità, un terzo in meno rispetto al 2019.

 

Una proposta arriva dall’Unrae, l’associazione delle Case estere, e in sostanza chiede la revisione del sistema ecobonus stabilito dal governo e già attivo sul mercato: oltre ad un aumento della disponibilità del fondo, i costruttori puntano sull’introduzione di una terza fascia di vetture che possono beneficiare di incentivi all’acquisto con emissioni tra i 61 e i 95 grammi di CO2 per chilometro. Per questo tipo di auto, sostanzialmente piccole e compatte, ibride e diesel, l’Unrae chiede un contributo di 2.000 euro in caso di contestuale rottamazione e di 1.000 senza rottamazione.

La proposta prevede inoltre di aumentare l’aiuto economico per i modelli con emissioni tra 21 e 60 grammi di CO2 per chilometro: un incremento di 1.500 euro, arrivando così a 4.000 euro, con rottamazione e di 1.000 euro senza, portando in questo caso il contributo a 2.500 euro.

Da lasciare immutati, sempre secondo la richiesta di Unrae, i valori relativi alle auto con emissioni inferiori o uguali a 20 grammi di CO2 per chilometro ovvero 6.000 euro (con rottamazione), 4.000 euro (senza).

Un intervento è richiesto anche in termini di riallineamento fiscale agli standard degli altri Paesi dell’Unione Europea. L’invito è quello di aumentare il testo del costo massimo deducibile fino a 50mila euro, della quota ammortizzabile al 100% e della detraibilità dell’iva per aziende e liberi professionisti fino al 100%. 

Azioni che porterebbero, secondo i costruttori, valere circa 3 miliardi di euro di aiuti, per un impatto sul mercato tra le 100 e le 200mila auto in più a fine anno, in funzione della durata della pandemia nel nostro Paese. La parola ora passa al governo.

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