Ultimo aggiornamento  14 maggio 2021 07:10

Marzo, l'auto al collasso.

Angelo Berchicci ·

Come era immaginabile, l’epidemia di coronavirus ha colpito duro il mercato automobilistico in Italia. Secondo i dati dell'Unrae, a marzo le immatricolazioni sono crollate dell’85,4% rispetto allo stesso mese del 2019, fermandosi a 28.597 unità (erano 195.202 nel marzo precedente).

Una flessione senza precedenti, che è ovviamente frutto delle misure di “lockdown” imposte per bloccare il contagio, e si va a sommare ai risultati negativi di gennaio (-5,98%) e febbraio (-8,78%). Complessivamente il primo trimestre fa segnare un -35,13% rispetto all’anno scorso: nei primi tre mesi del 2020 sono state perse ben 194.962 unità.

I costruttori

Quasi tutti i costruttori a marzo fanno segnare perdite superiori all’80%, mentre l’unica marca a chiudere il mese in positivo, con una crescita del 57,99%, è Tesla, grazie anche alla formula di consegna della vettura presso il domicilio del cliente. I peggiori sono Smart (-93%), Opel (-92,55%), Fiat (-91,18%, che però rimane il primo brand per numero di immatricolazioni) e Lancia (-91,55%).

Volkswagen registra un -86,83%. Perdite più contenute per Kia (-59%), Suzuki (-57,49%), Land Rover (-63%) e Volvo (-69%). Complessivamente nel primo trimestre del 2020 crescono solo Tesla (+103,66%), DS (+68%), Porsche (+44,76%). Per tutti gli altri perdite superiori al 20%, a parte Skoda e Kia che perdono solo il 12 e il 15% rispettivamente.

Le alimentazioni

A marzo tutte le alimentazioni tradizionali sono in caduta libera: -87,44% per la benzina, -85,93% per il diesel, -82,57% per il gpl e -74,26% per il metano. Le elettriche, invece, continuano a far registrare performance in crescita. Le auto a batteria hanno fatto segnare un +38,12%, con 942 consegne rispetto alle 682 del marzo 2019. Male anche le ibride, che diminuiscono del 61,04%.

I canali

Per quanto riguarda i canali, le immatricolazioni dei privati scendono dell’82,39%, con le poche vetture consegnate ai proprietari soprattutto nei primi quindici giorni del mese, prima che il Paese si bloccasse totalmente. Gli acquisti aziendali sono stati quasi azzerati (-94,33%), il noleggio a lungo termine ha fatto segnare -79,90%, il breve termine non ha targato praticamente nulla (-97,23%), a causa dell’annullamento delle trasferte di lavoro e dell’azzeramento del turismo. Drasticamente ridotte anche le auto-immatricolazioni di vetture chilometro zero, che perdono il 95,1%.

"Effetti devastanti"

“Senza una immediata abolizione delle sanzioni CO2 per il 2020 - è il commento di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Itaia - senza l’allineamento fiscale dell’automobile a quello applicato da Germania, Gran Bretagna e Spagna, senza un piano coordinato di incentivi alla rottamazione e all’acquisto non solo di vetture nuove ma anche km0 e usato almeno Euro5 senza distinzione di alimentazione, senza il termine delle azioni ingiustificate di limitazioni alla circolazione che gravissimi effetti hanno avuto sui consumatori e (dimostrazione dell’ignoranza di chi le impone) sull’aria che respiriamo, le conseguenze di mercato e occupazionali saranno devastanti".

Tag

coronavirus  · Immatricolazioni  · Lockdown  · Mercato  · mercato italia  · 

Ti potrebbe interessare

· di Redazione

Crisi mai così profonda, secondo i dati dell'Unrae, necessario un intervento del governo. I concessionari di Federauto chiedono aiuti anche alle aziende produttrici