Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:29

Il coronavirus colpisce gli stipendi.

Edoardo Nastri ·

Dopo la chiusura da parte di molti costruttori automobilistici della quasi totalità degli stabilimenti produttivi, arrivano alcune misure volte al taglio di compensi e messa in cassa integrazione dei lavoratori. In una lettera ai dipendenti Mike Manley, ceo di Fiat Chrysler, ha comunicato che i top manager del gruppo avranno un taglio agli stipendi per “preservare la solidità finanziaria dell’azienda durante l’emergenza del coronavirus”.

Per i prossimi tre mesi il compenso di Manley, che nel 2019 è stato di circa 1,43 milioni di euro (più bonus di 1,2 milioni e incentivi a lungo termine per 8,8 milioni), subirà una diminuzione del 50%, mentre il presidente John Elkann e gli altri membri del consiglio di amministrazione hanno rinunciato allo stipendio fino alla fine dell’anno. I dirigenti che fanno parte del consiglio direttivo subiranno una riduzione salariale del 30%.

“Chiediamo inoltre ai dipendenti non colpiti da diminuzione di stipendio o provvedimenti di ammortizzatori sociali di partecipare a questo sacrificio comune accettando un differimento temporaneo del 20% dei compensi”, scrive il ceo nella lettera, "solo previo accordo". In America, la Gm ha proposto ai dipendenti una misura del 20% estesa forse per sei mesi, da recuperare però entro marzo 2021.

Renault promette il 100%, Aston Martin l'80%

Dalla Francia il gruppo Renault fa sapere di aver attivato da questa settimana provvedimenti di lavoro parziale per la maggior parte dei suoi lavoratori a causa della netta riduzione dell’attività lavorativa. I dipendenti lavoreranno da casa solo al mattino e il pagamento dello stipendio, al momento conservato nella sua interezza per la maggior parte dei casi, verrà diviso tra Renault e lo Stato francese. La misura della disoccupazione parziale nella regione di Parigi interessa circa 2mila persone.

In Inghilterra Aston Martin sta prendendo provvedimenti simili. Alcuni lavoratori sono in aspettativa, mentre i due stabilimenti che producono le costose sportive sono chiusi. Il piano governativo stabilito dal Regno Unito permette ai datori di lavoro di vedere rimborsato fino all’80% dei costi salariali previsti per ciascun dipendente in congedo fino a 2.500 sterline al mese: “Stiamo utilizzando tutte le agevolazioni previste”, dice l’azienda in un comunicato.

Al momento non sono stati annunciati ritardi per le prime consegne del suv DBX in estate, una vettura che potrebbe essere cruciale per il marchio che aveva i conti in disordine ben prima dell’arrivo della pandemia di coronavirus. I top manager sono comunque fiduciosi: “L'azienda ha sufficiente capitale per andare avanti almeno ancora 12 mesi”.

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