Ultimo aggiornamento  14 agosto 2020 07:47

Volvo, stime al ribasso per il 2020.

Angelo Berchicci ·

Volvo rivede al ribasso le sue previsioni per il 2020. A causa dell’epidemia di coronavirus, che ha provocato un crollo nella domanda e l’interruzione della produzione prima in Cina e poi in Europa e in America, il costruttore svedese ha annunciato che l’anno si chiuderà molto probabilmente con risultati negativi, interrompendo il trend virtuoso che ha visto un aumento costante delle vendite sin dal 2014.

Incertezza in Europa e America 

“Considerando l’incertezza economica, è difficile fare previsioni accurate sul bilancio finale”, afferma la Casa svedese. “L’indebolimento del mercato e la sospensione delle attività avranno ripercussioni sulla prima metà dell’anno, con vendite e profitti che saranno più bassi rispetto al 2019. Nella seconda metà si prevede una ripresa, ma sarà difficile compensare l’impatto negativo provocato dall’emergenza. Nonostante ciò, Volvo continuerà a investire in nuovi prodotti e tecnologie per salvaguardare il suo sviluppo nel medio-lungo periodo”.

La Cina riparte

Mentre volge al termine la prima settimana di chiusura per i suoi stabilimenti europei e americani, il costruttore ha annunciato la graduale riapertura di quelli in Cina (Chengdu e Daqing), dove il virus sembra aver finalmente fermato la sua corsa. Incoraggianti anche i segnali che provengono dalle concessionarie cinesi, che fanno registrare un’affluenza pari a circa il 60% dei livelli pre-crisi, ma in rapida crescita.

Nuova organizzazione 

Volvo ha approfittato del periodo di stop forzato per ristrutturare il suo schema interno. Sono stati infatti riorganizzati i dipartimenti esecutivi, al fine di creare una struttura di comando più rapida ed efficace. A partire dal prossimo 14 aprile, l’organigramma della Casa sarà quindi costituito da quattro nuove aree: operazioni commerciali (a sua volta suddivisa in Europa, America e Asia), produzione e logistica, sviluppo prodotto e funzioni aziendali, ognuna delle quali riferirà direttamente al presidente e ceo Hakan Samuelsson.

Fine del trend positivo 

Il 2019 è stato uno dei migliori anni di sempre per Volvo, che ha fatto registrare ricavi per 24,9 miliardi di euro, in aumento dell’8,5% rispetto al 2018, e profitti per 1,3 miliardi di euro (+ 0,8%). Per la prima volta nella sua storia, la Casa svedese (appartenente al gruppo Geely dal 2010) ha superato le 700mila unità vendute, attestandosi a 705.452 auto, il 9,8% in più rispetto all’anno precedente nonché la sesta crescita annua consecutiva.

Il 2020 per Volvo si è aperto con una prima frenata, a causa dello scoppio dell’epidemia in Cina. A gennaio le vendite globale del costruttore si erano fermate a 45.752 unità, il 9,7% in meno rispetto allo stesso mese del 2019, a cui ha fatto seguito una seconda contrazione dell’8% a febbraio.

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