Ultimo aggiornamento  05 aprile 2020 15:19

CO2: i costruttori chiedono più tempo.

Edoardo Nastri ·

L’Acea, associazione dei costruttori automobilistici europei, e la Clepa, quella dei fornitori, hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per chiedere un necessario aggiustamento dei termini di rispetto delle regole stabiliti dalle leggi dell’Ue.

Come avevamo ipotizzato qualche giorno fa, tra le richieste dei costruttori del Vecchio continente c’è lo slittamento delle tempistiche per il rispetto delle normative sulle emissioni di anidride carbonica fissate per il biennio 2020-2021 a 95 grammi di CO2 per ogni chilometro percorso. Pena multe salatissime.

"Una crisi senza precedenti" 

La crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus “sconvolge i piani che avevamo fatto per prepararci a rispettare le esistenti e future leggi e regolamenti dell'Unione europea entro i termini stabiliti. Crediamo quindi che sarebbe necessario apportare qualche aggiustamento alla tempistica di queste leggi", si legge nella lettera.

E ancora: "Sottolineiamo che non è nostra intenzione mettere in discussione le leggi in quanto tali né gli obiettivi di sicurezza stradale, mitigazione del cambiamento climatico e protezione dell'ambiente. Tuttavia guardando al futuro, l'industria e i responsabili politici devono iniziare insieme tempestivamente la pianificazione per il periodo successivo all'immediata crisi sanitaria”. 

I costruttori evidenziano inoltre nella missiva che il settore automotive, considerando anche l’indotto e i fornitori, dà lavoro in Europa a 13,8 milioni di persone, il 6,1% di tutti gli impieghi dell’Unione. “La nostra industria investe ogni anno 57,4 miliardi di euro in ricerca e sviluppo e genera un guadagni per 84,4 miliardi di euro per tutti gli Stati. Non c'è dubbio che l'impatto sul nostro settore sarà senza precedenti”. 

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