Ultimo aggiornamento  26 settembre 2020 06:48

Mini, altre elettriche in arrivo.

Edoardo Nastri ·

Il 2019 non è stata un’ottima annata per Mini. Il marchio inglese del gruppo Bmw ha consegnato lo scorso anno 347.474 vetture, un numero in calo del 4,6% se parametrato con lo stesso periodo del 2018. Mini è stato l’unico brand del gruppo a registrare un rosso nelle consegne nel 2019. Tra i modelli, la Countryman ibrida plug-in è stata particolarmente popolare: 17mila unità, +28%.

Anche i primi mesi del 2020 non sono soddisfacenti, almeno in Europa. A febbraio sono state vendute 12.123 Mini nel Vecchio continente (-5,8%) e a gennaio 12.758, il 14,5% in meno del primo mese del 2019.

Se a febbraio è stato annunciato un ritardo nella realizzazione della nuova generazione per le incertezze legate alla Brexit, la diffusione del coronavirus ha costretto il gruppo premium tedesco a rivedere al ribasso i margini e le consegne di quest’anno.   

Cooper SE, la prima a zero emissioni

Nonostante i risultati non entusiasmanti, il 2019 è stato un anno importante per Mini. Il debutto della Mini Cooper SE, primo modello a zero emissioni dello storico brand, “ha segnato una rivoluzione e contribuirà al raggiungimento di oltre mezzo milione di vetture del gruppo elettrificate sulle strade entro la fine di quest’anno”, ha detto Oliver Zipse, ceo di Bmw Group durante la presentazione dei dati di bilancio.

Secondo il manager tedesco, gli ordini della piccola elettrica hanno superato quota 8mila. Dal 1994, con cadenza regolare, le Mini hanno avuto una nuova generazione ogni sei anni e l’ultimo modello è presente sul mercato dal 2014. Alcune voci darebbero per il 2030 la trasformazione del marchio in 100% elettrico. Un po' come hanno fatto Daimler e Geely con Smart.

Altre elettriche in arrivo? 

Tra le 25 nuove vetture elettrificate che il gruppo Bmw dovrebbe presentare entro la fine del 2023, potrebbe anche esserci un secondo modello a zero emissioni per il marchio inglese, evoluzione della concept Rocketman, la citycar a due posti svelata al Salone di Ginevra 2011.

Nella nota che annunciava a fine novembre scorso l’apertura di uno stabilimento in Cina in joint venture con Great Wall, si legge al plurale che “la fabbrica si occuperà di produrre i futuri modelli elettrici Mini, con una capacità di circa 160mila auto all’anno”. Sarà pronta nel 2022, a fronte di un investimento di 650 milioni di euro. 

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