Ultimo aggiornamento  24 settembre 2020 23:19

Coronavirus, tremano i nuovi saloni dell'auto.

Angelo Berchicci ·

Il coronavirus non dà tregua ai saloni automobilistici. Il diffondersi dell’epidemia sta rappresentando una forte minaccia per i grandi eventi internazionali, come ha dimostrato la cancellazione in extremis del Salone di Ginevra (previsto tra il 5 e il 15 marzo) e lo spostamento a data da destinarsi di quello di Pechino (21 - 30 aprile). Ora, con il virus che ha spostato la sua corsa in Europa e America, altri importanti appuntamenti potrebbero essere messi in discussione.

Incertezza per il nuovo Detroit 

Il primo è il North American International Auto Show, meglio noto come Salone di Detroit. La kermesse, tenutasi sin dal 1907 a gennaio e che per tradizione ha sempre aperto la stagione degli eventi automobilistici mondiali, proprio a partire dall’edizione di quest’anno si è spostata a giugno (dal 7 al 20), rivoluzionando il proprio format per rispondere a una crisi di partecipazione.

La prima edizione del rinnovato Salone di Detroit dovrebbe svolgersi per gran parte all’aperto, e includere un buon numero di eventi e attrazioni che strizzano l’occhio all’intrattenimento dei visitatori. Ma il condizionale è d’obbligo, visto il rapido incremento dei contagi negli Stati Uniti, anche se al momento gli organizzatori non hanno fatto dichiarazioni in merito a un eventuale spostamento del salone. Chi invece è dovuto già correre ai ripari è stato il New York Auto Show, inizialmente in programma dal 10 al 19 aprile e ora slittato al 26 agosto.

La ripartenza di Milano Monza 

Occhi puntati anche sul Milano Monza Open-Air Motorshow, che dovrebbe svolgersi dal 18 al 21 giugno. L’evento, nato a Torino nel 2015 come Parco Valentino, lascia per la prima volta la città piemontese per trasferirsi tra il capoluogo lombardo, il Parco della villa Reale di Monza, e il relativo Autodromo Nazionale. In questo momento, con la Lombardia diventata l’epicentro del virus in Italia, il salone diffuso è più che mai in dubbio e il 15 maggio verrà comunicato ufficialmente il destino dell’evento.

“Se ci saranno le condizioni il MiMo si terrà regolarmente a giugno”, hanno dichiarato gli organizzatori. “Per questo motivo, in accordo con le case automobilistiche e con i partner, abbiamo semplificato il format e il layout di partecipazione, per garantire l'organizzazione anche in un solo mese. Altrimenti verrà rinviato in autunno. In ogni caso, speriamo possa rappresentare una ripartenza collettiva, che riguardi tutti i settori e tutti i cittadini”.

Il caso Hong Kong 

L’International MotorXpo di Hong Kong, presentato a gennaio dell'anno scorso, è un nuovo salone che punta tutto sul design e l’innovazione. La prima edizione dell’evento si sarebbe dovuta tenere a dicembre 2019 ma è stata rinviata a causa delle tensioni sociali e politiche tra autorità locali e governo di Pechino. La nuova data, dal 10 al 14 luglio 2020, pone ora numerose incognite per via dell’emergenza sanitaria.

In Cina la situazione sta ritornando lentamente alla normalità, con il numero di nuovi contagi vicino allo zero, ma non è detto che le autorità diano l’ok allo svolgimento di un evento che, secondo le stime antecedenti l’epidemia, avrebbe dovuto aprire le porte a circa 100mila visitatori. Per il momento, tuttavia, non vi sono novità e gli organizzatori hanno comunicato che stanno monitorando l’evolversi della situazione.

Dita incrociate per Goodwood 

Anche un evento fuori dagli schemi come il Goodwood Festival of Speed (9-12 luglio) deve fare i conti con le esigenze sanitarie. L’evento britannico è andato incontro negli ultimi anni ad un crescente successo di pubblico, merito di una formula innovativa che unisce agonismo (formalmente si tratta di una cronoscalata), numerosi eventi collaterali votati all’intrattenimento e stand espositivi delle principali Case.

Per ora non vi sono state comunicazioni in merito ed è difficile fare previsioni sull'evoluzione dell'epidemia e, quindi, sullo svolgimento dell’edizione 2020. Una cosa sola è certa: neanche un luogo ameno come il circuito che si snoda tra le colline dell’Inghilterra meridionale può essere al riparo dal virus.

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