Ultimo aggiornamento  22 settembre 2021 10:15

Renault: no a una nuova “nazionalizzazione”.

Francesco Paternò ·

In una intervista al quotidiano Le Parisien, il presidente di Renault Jean-Dominique Senard si è detto contrario a qualsiasi ipotesi di “nazionalizzazione” dell’industria dell’auto francese a causa del coronavirus, evocata la scorsa settimana dal ministro dell’economia Bruno Le Maire.

"Solo garanzie dallo stato"

“Cerchiamo garanzie dallo stato come le altre società” e una rinazionalizzazione "non è in agenda",  ha detto Senard rispondendo a distanza a quanto aveva dichiarato il ministro Le Maire ai microfoni della radio BFM Business: “E’ fuori discussione – erano state le parole del ministro - l’ipotesi di vedere grandi gruppi francesi scomparire. Se per proteggere l’eredità industriale del nostro paese saremo costretti a spingerci fino alla nazionalizzazione, non esiteremo a farlo”.

I 3 miliardi del 2008

Il governo francese ha già messo a disposizione delle aziende, soprattutto piccole e medie, garanzie sui prestiti e sospensioni dei versamenti fiscali. Un sostegno cui può accedere anche la grande industria automobilistica del Paese, che nella crisi mondiale del 2008 seguita all’insolvibilità dei mutui subprime in America ricevette aiuti diretti dallo stato per 3 miliardi di euro ciascuno per Renault e Psa. Successivamente, nel 2014, lo stato entrò in Psa in grandi difficoltà finanziarie con una quota del 14%.

Risultati in rosso

Renault, già partecipata dallo stato al 15%, nazionalizzata durante la seconda guerra mondiale e privatizzata nel 1996, è fra i due gruppi francesi quello che oggi soffre di più. Lo scorso febbraio, alla presentazione dei risultati del 2019, ha registrato la prima perdita dal 2009, con un passivo di 141 milioni dai +3,3 miliardi di utile netto del 2018. Senard ha detto adesso che c'è un calo di circa il 90% degli ordini di nuovi veicoli.

Le tensioni con Nissan

Il costruttore è poi in alta tensione con Nissan: l’alleanza nata nel 1999, con la presa di controllo dei francesi del gruppo giapponese, è messo da tempo in discussione dal quartier generale di Yokohama, che vuole un diverso bilanciamento dei poteri. A Parigi è stata forte la tentazione di trasformare l’alleanza in una fusione finché il presidente Carlos Ghosn è stato arrestato nel novembre del 2108 con pesanti accuse di illeciti finanziari, dopo una denuncia da parte proprio di dirigenti Nissan.

Sfida multipla per Luca de Meo

Dal prossimo 1 luglio, a guidare Renault è stato chiamato l’italiano Luca de Meo, un passato ad alti livelli nel gruppo Fiat e nel gruppo Volkswagen dopo un inizio in Renault e poi in Toyota. Insieme a Senard dovrà far ripartire il gigante malato, ristabilire una relazione di fiducia innanzitutto con Nissan e affrontare una concorrenza che si rafforza, a partire dai rivali casalinghi di Psa in fusione con Fiat Chrysler. La pandemia aggrava certamente la situazione, ma vade retro la nazionalizzazione.

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