Ultimo aggiornamento  27 novembre 2020 07:40

Fca, produzione di mascherine in Cina.

Redazione ·

Il ceo di Fiat Chrysler, Mike Manley, in una lettera ai dipendenti, ha annunciato che il gruppo italo americano intende riconvertire una fabbrica in Cina per produrre mascherine da destinare agli operatori sanitari alle prese con la diffusione della pandemia di coronavirus in tutto il mondo.

il manager ha confermato che oggi stesso 23 marzo sarebbero iniziate le procedure preliminari per la riconversione del sito, che dovrebbero durare soltanto poche settimane: l'obiettivo è arrivare a realizzare un milione di mascherine al mese.

Produzione ferma

"La società ha scelto un impianto in Cina - ha dichiarato in una nota la responsabile del settore comunicazione per gli Usa di Fca Shawn Morgan - perché utilizzare uno dei nostri stabilimenti ancora operativi è il modo più veloce per ottenere al più presto materiali che possano aiutare i soccorritori sia negli Stati Uniti che in altri Paesi". 

Attualmente la produzione di veicoli negli stabilimenti Fca negli Usa - come quella degli altri big di Detroit, Ford e General Motors - è ferma, dopo la sospensione di ogni operazione varata alla fine della scorsa settimana. Stesso discorso per le fabbriche del gruppo in Europa e in Italia. 

Tempi difficili 

"In questi tempi eccezionali  - dice Manley nella lettera ai dipendenti del gruppo - stiamo valutando come sfruttare ingegno e competenze di Fca per aiutare le comunità. In Italia i nostri team, insieme ai colleghi della Ferrari, stanno collaborando con Siare  Engineering, una delle poche aziende che producono respiratori, per aiutarli a raddoppiare la loro produttività'".

Manley rivendica poi lo sforzo dell’azienda per garantire la sicurezza dei lavoratori: "La settimana scorsa abbiamo deciso di estendere il lavoro a distanza a tutti quelli che hanno la possibilità di svolgere le proprie mansioni lontano dall'ufficio. Le misure adottate per garantire la distanza sociale e intensificare l'igienizzazione in Cina e Italia, inoltre - spiega il manager - sono state rapidamente estese in tutto il mondo. Di comune accordo con la United Automobile Workers (il sindacato del settore auto negli Usa), abbiamo deciso di sospendere la produzione in tutti i nostri stabilimenti del Nord America, come già fatto in Europa, e di utilizzare questo periodo per intensificare ulteriormente le misure a tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti".

Massimo supporto

"Stiamo anche lavorando instancabilmente - conclude Manley - per rispettare gli impegni nei confronti dei clienti e concessionari. Dal lancio del programma di vendita a distanza in Italia, all'offerta di piani di finanziamento con rate posticipate negli Stati Uniti, vogliamo continuare a offrire loro il massimo supporto possibile".

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