Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2020 00:09

Dall'auto agli strumenti medicali.

Redazione ·

L'industria automobilistica si prepara a riconvertire parte della sua produzione per combattere la pandemia da coronavirus

Il colosso cinese Byd è stata tra le prime: già produce respiratori, indispensabili per salvare la vita delle persone ricoverate in terapia intensiva, e 5 milioni di mascherine al giorno, ha comunicato la settimana scorsa. Un esempio da prendere, ma servono le strutture per accelerare i tempi.

Per questo motivo, Fiat Chrysler, Ferrari e Magneti Marelli stanno discutendo con Siare Engineering International di Bologna, la più grande azienda italiana che produce macchine per la ventilazione - preziose, soprattutto in questo momento di emergenza - per aumentare la produzione di queste speciali apparecchiature. I costruttori aiuterebbero Siare nell'assemblaggio dei respiratori, mettendo a disposizione i loro impianti, a partire da Maranello di Ferrari. L'obiettivo è raddoppiare la produzione degli apparecchi, passando da 150 a 300 unità alla settimana.

Anche Boris Johnson, primo ministro britannico, ha chiesto aiuto ai costruttori affinché utilizzino le loro risorse e l'esperienza industriale per costruire strumenti sanitari per la popolazione. Sollecitate decine di aziende, tra cui Ford (Dagenham) e Honda (Swindon) che hanno stabilimenti nel Regno Unito. 

Addirittura Elon Musk, che fino a pochi giorni fa dimostrava di non aver preso sul serio l'emergenza coronavirus, ora si offre per costruire i respiratori per gli ospedali, facendo tesoro del sistema di produzione dei supporti vitali che l'azienda californiana installa sulle navicelle di SpaceX. 

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