Ultimo aggiornamento  30 settembre 2020 03:01

Stop auto: si ferma il 7% del pil europeo.

Angelo Berchicci ·

L’industria automobilistica europea si ferma temporaneamente davanti al coronavirus. E' lo stop a un colosso economico che vale il 7% del pil dell'Unione europea (ultimo dato disponibile del 2018) e che dà lavoro a 13,8 milioni di persone direttamente e indirettamente.

La produzione

Complessivamente le principali Case costruttrici possiedono 309 stabilimenti sul territorio europeo. Secondo i dati dell’Acea, l’associazione europea dei costruttori automobilistici, 137 di questi sono adibiti alla produzione di automobili, mentre i restanti vengono utilizzati per la costruzione di veicoli commerciali, autobus e motori.

Nel 2018 i veicoli usciti dagli impianti europei sono stati 19,2 milioni, un dato che rappresenta il 23% della produzione a livello globale e che fa dell’Europa il secondo costruttore al mondo dopo la Cina. Le automobili sono state l’86,1% del totale (16,5 milioni di unità), per una media di 45.315 autovetture prodotte ogni giorno.

Con 5,1 milioni di veicoli assemblati nel 2018, la Germania è di gran lunga il primo produttore europeo, seguita da Spagna (2,2 milioni), Francia (1,7 milioni) e Regno Unito (1,5 milioni). Solo 671mila le auto prodotte in Italia, che si posiziona al settimo posto superata anche da Repubblica Ceca e Slovacchia.

La forza lavoro

Altrettanto importante è il riflesso di questi numeri sull’occupazione. Il comparto automobilistico nel suo complesso (quindi compresa anche manutenzione, distribuzione ecc.) impiega 13,8 milioni di persone, il 6,1% di tutta la forza lavoro Ue. Quelli che si dedicano alla produzione di veicoli sono invece 3,5 milioni, l’11,4% di tutti i lavoratori del settore manifatturiero europeo.

Il paese con il maggior numero di occupati è ancora una volta la Germania, con 870mila lavoratori impegnati negli stabilimenti automobilistici, seguita da Francia (223mila), Polonia (203mila) e Regno Unito (186mila). In Italia la forza lavoro impiegata nella produzione di automobili è di 162mila persone, il 4,4% di tutti gli occupati nel settore manifatturiero a livello nazionale. Cifre che tuttavia triplicano se si arriva a prendere in considerazione l’intera filiera.

Le ricadute finanziarie

Oltre alle ricadute sul piano occupazionale, un blocco prolungato dell’industria automobilistica potrebbe avere pesanti ripercussioni a livello commerciale, finanziario e in termini di innovazione. Secondo le stime relative all’anno 2018, il volume d’affari generato complessivamente dal settore automotive è di 1.313 miliardi di euro (il 7% del pil dell'Unione europea).

428 sono invece i miliardi di gettito fiscale originati dal settore tramite tasse e contributi, mentre le esportazioni di veicoli generano un surplus commerciale di 84,4 miliardi di euro. Infine, in un periodo in cui i costruttori stanno pesantemente puntando sulle nuove tecnologie, come elettrificazione e guida autonoma, il 28% di tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo a livello europeo deriva dall’automotive (57,4 miliardi di euro).

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