Ultimo aggiornamento  23 gennaio 2021 00:15

La Russia dell'auto non chiude.

Francesco Paternò ·

Dalla Russia filtrano scarse notizie sulla diffusione del coronavirus. Al 18 marzo solo 147 persone sono state contagiate e nessuna vittima, secondo il vice primo ministro Tatiana Golikova, mentre il presidente Vladimir Putin ha detto che la situazione è “sotto controllo”.

Toyota, Volkswagen, Renault, Hyundai, Ford e altri costruttori stranieri hanno diverse siti industriali nel Paese, alcuni dei quali in joint venture con marchi locali, la maggior parte concentrati a nord nella zona di San Pietroburgo e poi a sud a Kaluga. Il paradosso è che mentre stanno chiudendo in tutta Europa, nuovo epicentro del coronavirus dopo la Cina, in Russia seguono le direttive di Mosca di porte aperte. 

Piccolo e in discesa

Il mercato dell’auto in Russia è piccolo e in calo da due anni, trend confermato dall’ultimo dato di febbraio. Nel 2019 sono stati venduti in un paese enorme soltanto 1,759,532 veicoli (poco meno che in Italia), -2,1% rispetto a un 2018 già in calo sull’anno precedente, secondo i dati dell’Association European Businesses con sede a Mosca. Che per altro martedì ha tenuto una riunione a porte chiuse dei propri associati, evitando contatti diretti.

Dopo un +1,8% in gennaio, in febbraio le vendite sono scese di nuovo, -2,2%, con il leader Lada in caduta libera (-7%), mentre Renault, Toyota e Volkswagen hanno registrato ancora un segno positivo. Mercedes e Bmw, in un Paese dove i super ricchi crescono e amano molto il lusso tedesco, hanno deciso di comunicare i loro dati trimestralmente e non più mensilmente.

Il russo e popolare Lada è il marchio leader del mercato, nella top ten ha tre modelli (di cui due al vertice): la Granta è numero uno, declinata nelle versioni berlina, wagon e suv. Poi ci sono un modello di Kia, due di Hyundai, due di Volkswagen e due di Renault.

A San Pietroburgo, dove ci sono fabbriche di Toyota, Hyundai e Ford, secondo le comunicazioni ufficiale riferite al 18 marzo ci sono 10 contagiati (contro i 98 di Mosca e 1 a Kaluga). Le autorità locali hanno vietato lo svolgimento di eventi con più di mille persone. Putin per ora ha deciso di chiudere soltanto le scuole in tutto il Paese per tre settimane dal 23 marzo al 12 aprile.

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