Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 19:16

18 marzo: in Europa l'auto è ferma.

Paolo Borgognone ·

L'epidemia di coronavirus colpisce con sempre maggior forza il settore auto mondiale. Anche oggi molti costruttori hanno dovuto arrendersi e fermare le attività. Vediamo i fatti salienti della giornata. 

Toyota, in Italia chiusi anche i concessionari

Toyota Italia sospende gran parte delle proprie attività per contrastare la diffusione dell’epidemia di Covid-19 e proteggere la salute di clienti, dipendenti e collaboratori. Tutti i saloni di vendita delle concessionarie Toyota e Lexus nel nostro Paese sono chiusi: rimane la possibilità di contatto telefonico o via email.

A livello internazionale, il costruttore giapponese conferma il progressivo fermo degli impianti sul suolo europeo. Alla sospensione delle operazioni a Onnaing (Francia) - già attuata nei giorni scorsi - si aggiungono quelle in essere a partire da oggi 18 marzo a Burnaston e Deeside (Regno Unito) e Walbrzych e Jelcz-Laskowice (Polonia). Dal 19 marzo cancelli chiusi anche a Kolin (Repubblica Ceca), mentre il 21 si ferma la produzione a Sakarya (Turchia).

Bmw, alt a 12 impianti

Il ceo di Bmw Oliver Zipse ha comunicato che il gruppo tedesco chiuderà - almeno fino al 19 aprile - tutti e 12 gli impianti che ha in Europa, a causa della diffusione del coronavirus.

Otto delle fabbriche coinvolte (Dingolfing, Monaco, Landshut, Regensburg, Berlino, Eisenach, Lipsia e Wackerdorf) sono in Germania, tre si trovano nel Regno Unito (Oxford, Swindon e Hams Hall), una in Austria ( Steyr).

Dacia, operai a casa

L’impianto di Mioveni, in Romania, dove si producono le Dacia chiude almeno fino alla fine di questa settimana. Gli oltre 14.000 dipendenti verranno comunque pagati l’85% del salario previsto, grazie a un accordo tra il costruttore del gruppo Renault e i sindacati locali.

Ford, l’altra Casa con impianti in Romania, ha già annunciato che lo stabilimento di Craiova nel sud del Paese rimarrà chiuso almeno fino al 5 aprile. Gli operai riceveranno comunque il 78% della paga.

Tesla, il virus chiude Fremont

Lo sceriffo della contea di Alameda, nella quale si trova l’impianto Tesla di Fremont, ha emesso un’ordinanza che chiude tutte le attività “non essenziali” nell’area a causa dell’epidemia di coronavirus. Tra queste rientra anche la fabbrica di Elon Musk cui sarà consentito – come alle altre industrie della zona - solo di gestire al minimo del personale attività essenziali che non possono essere fermate.

In una mail ai dipendenti, Tesla aveva comunicato che avrebbe continuato l’attività anche durante il periodo di "lockdown" che in California attualmente riguarda circa 8 milioni di persone ma aveva anche invitato tutti coloro i quali presentavano sintomi simili a quelli del coronavirus o a chi temeva il contagio di restare a casa. 

Nissan, stop a Sunderland

L’impianto inglese di Sunderland dove Nissan produce attualmente Leaf, Qashqai e Juke ha chiuso i battenti almeno fino alla fine della settimana in corso. Lo ha comunicato la stessa Casa giapponese affermando anche che “la compagnia segue le indicazioni del governo e ha messo in opera una serie di misure per tutelare la salute degli impiegati e della comunità”.

Il 17 marzo Psa ha annunciato lo stop alle sue fabbriche in Gran Bretagna a Ellesmere Port e Luton. Per ora rimangono aperti due siti di Ford, dove vengono assemblati motori e la fabbrica Bentley di Crewe.

Wuhan riparte

A Wuhan, epicentro in Cina dell’epidemia di coronavirus, le autorità cittadine hanno dato il via libera alle Case automobilistiche e alle aziende di componentistica locali per riprendere la propria attività. La notizia è stata confermata in una conferenza stampa da Cao Guangjing, vice governatore della provincia dell’Hubei che ha parlato di “settore industriale di grande rilevanza che non può permettersi più ritardi”.

Francia: incontro governo–costruttori

Il ministro delle finanze del governo di Parigi Bruno Le Maire ha incontrato i vertici dei costruttori francesi, Psa e Renault, per ringraziarli dell’aiuto dato alle iniziative per combattere la diffusione del coronavirus con il fermo degli impianti produttivi, ma anche per avere rassicurazioni sul futuro dell’indotto, alla luce proprio dello stop alla produzione.

Psa ha chiuso gli stabilimenti almeno fino al 27 marzo, mentre Renault ha sospeso le attività in Francia e Spagna senza dare una data per la riapertura.

Contromisure negli Usa

Ford, Fca e General Motors  - le tre grandi di Detroit che totalizzano complessivamente il 44% delle vendite negli Usa – hanno annunciato che adotteranno nuove misure di sicurezza nelle fabbriche americane che, almeno per ora, rimarranno aperte.

I provvedimenti – che sono stati concordati con il sindacato Uaw (United Auto Workers ) - riguardano in particolare una maggiore distanza tra i lavoratori, più rotazioni nei turni e nuovi protocolli sanitari. Le compagnie – che hanno tutte e tre dipendenti che sono risultati positivi al coronavirus – hanno rifiutato la richiesta della rappresentanza sindacale che voleva la chiusura di tutti gli impianti per due settimane.

Bmw Usa ha dichiarato che introdurrà misure simili nel suo stabilimento di Spartanburg per ridurre i contatti tra i lavoratori, ma che è troppo presto per dire se l'impianto sarà chiuso.

Si ferma anche Rolls-Royce

A partire da lunedì 23 marzo lo stabilimento Rolls-Royce di Chichester (Regno Unito) chiude per due settimane, in risposta alla pandemia di coronavirus. Lo ha annunciato il ceo del marchio inglese del gruppo Bmw, Torsten Mueller-Oetvoes che ha parlato di una “decisione senza precedenti che non è stata presa a cuor leggero”. 

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