Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 14:57

17 marzo: stop Volkswagen, Toyota e Ford in Europa.

Paolo Borgognone ·

Questi i più importanti effetti di oggi dell'epidemia globale di coronavirus sul mondo dell'industria automobilistica e della mobilità. 

Volkswagen: ferma in tutta Europa

Volkswagen – il più grande produttore di veicoli al mondo - decide la chiusura tutti gli stabilimenti del gruppo, sia in Germania che nel resto d'Europa, compresi quelli italiani di Lamborghini e Ducati, fermi già rispettivamente dal 12 e 13 di questo mese. Lo ha annunciato il ceo Herbert Diess che ha citato – come motivazioni – oltre alla preoccupazione per l’espandersi della pandemia di Covid-19 anche le difficoltà di approvvigionamento e le incertezze sul mercato. “Il 2020 – ha detto ancora il manager – sarà un anno estremamente difficile”.

Toyota e Ford si fermano

Toyota sospende la produzione in due stabilimenti europei. Quello di Valenciennes (Francia), dove vengono prodotte le Yaris, rimarrà chiuso fino al 31 marzo. Stesso discorso per l'impianto portoghese di Ovar dove vengono assemblate le Land Cruiser. 

Anche Ford ha deciso di interrompere momentaneamente la produzione nelle sue fabbriche sul Vecchio continente ancora aperte, dopo la chiusura, avvenuta lunedi dell'impianto spagnolo di Valencia dove tre operai sono risultati positivi al virus. A fermarsi, a partire dal 19 marzo, saranno ora i due siti tedeschi di Colonia e Saarlouis e quello rumeno di Craiova

ACI: info utili per le pratiche auto

L'Automobile Club d'Italia ha attivato un nuovo servizio di assistenza telefonico e via posta elettronica per rispondere alle richieste di informazioni sul funzionamento degli uffici del Pubblico Registro Automobilistico, alla luce delle disposizioni per il contenimento dell'epidemia di Covid-19. 

Il servizio - che fornisce chiarimenti sull'operatività delle strutture territoriali di ACI - è raggiungibile nei giorni feriali dalle 8 alle 14 tramite il numero verde 800.18.34.34 o alla caselle di e-mail presidiourpcovid19@aci.it. 

Ricordiamo che per informazioni su patenti e revisioni, l'istituzione competente è la Direzione Generale per la Motorizzazione. 

Ohio, non si vota nello stato di Jeep

Per la campagna elettorale americana, martedì non si è votato nell'Ohio a causa del diffondersi del coronavirus. L'Ohio è lo stato del Midwest che insieme al Michigan rappresenta l'industria dell'auto americana. La capitale, Toledo, è la patria di Jeep, il marchio più importante di Fiat Chrysler, con i lavoratori - la maggior parte dei quali sindacalizzati per Uaw (United Auto Workers) - che tradizionalmente sono sempre stati dalla parte dei Democratici. L'Ohio è considerato uno stato chiave nella corsa alla Casa Bianca, per l'alto numero dei delegati che esprime.

F1: “Al lavoro per il mondiale 2020”

“Comprendiamo che ognuno di voi voglia sapere quale sarà il futuro della Formula 1 nel 2020. Non possiamo però darvi una risposta specifica, considerando l'imprevedibilità della situazione. Stiamo comunque lavorando affinché il campionato 2020 cominci non appena sarà sicuro”. Sono le parole iniziali di una lettera a tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori del Circus da parte del ceo di Liberty Media – la società americana che gestisce la F1 – Chase Carey che chiede anche scusa ai tifosi accorsi a Melbourne per la cancellazione del Gran Premio di Australia. “Crediamo sia stata fatta la scelta giusta”.  

Usa: ferma anche la Nascar

L’epidemia di coronavirus ferma anche la serie Nascar americana. Due gare, ad Atlanta e Miami, erano state già rinviate. Ora è arrivato lo stop anche per le prossime cinque, previste in altrettanti stati: Fort Worth (Texas), Bristol (Tennessee), Richmond (Virginia), Talabega (Alabama) e Dover (Delaware). Si dovrebbe riprendere a correre a Martinsville ( Virginia) il 9 maggio.

Gran Bretagna: come riconvertire l’industria

Il governo inglese non ha per ora ufficializzato la richiesta ai costruttori che operano sul territorio di riconvertire le linee produttive per realizzare strumenti sanitari adatti a combattere l’epidemia di coronavirus. Quando lo farà, tuttavia, per rendere gli stabilimenti operativi serviranno mesi. Lo sostiene Robert Harrison – professore di automazione dei sistemi alla università di Warwick – il quale ha detto che la riconversione di una fabbrica è un “enorme lavoro”. “Bisogna – sostiene il docente – non solo cambiare i macchinari, ma anche formare il personale per costruire e testare ogni nuovo oggetto”. Ford, Honda, Jaguar Land Rover, Rolls Royce hanno confermato di aver avuto nei giorni scorsi contatti informali con rappresentanti del governo di Londra.

Ford, sì ai pagamenti dilazionati

I costruttori Usa stanno iniziando a proporre ai clienti offerte che prevedono lo slittamento dei pagamenti delle auto nuove, per convincerli all'acquisto anche durante il periodo del coronavirus. Dopo Hyundai, l’annuncio è arrivato da Ford che ha parlato di “potenziali dilazioni” fino a 90 giorni.

Volvo Usa ha annunciato che sta prendendo in considerazione dei sistemi che possano ridurre “l’impatto economico” sulla clientela della diffusione del virus anche negli Stati Uniti.

General Motors starebbe pensando a sua volta di riproporre benefici simili per gli acquirenti, replicando l’iniziativa “Keep America Rolling” che mise in atto dopo gli attentati dell’11 settembre 2001

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