Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 19:25

Auto, moratoria europea sulla CO2?

Edoardo Nastri ·

La diffusione del coronavirus potrebbe portare a un rallentamento nell’elettrificazione delle vetture. La disponibilità delle batterie è messa a repentaglio dallo stop alla produzione che hanno avuto le aziende in queste ultime settimane. Le società di accumulatori che dominano il mercato provengono infatti dai paesi al momento più colpiti dalla malattia: Catl (Cina), Byd (Cina) ed LG Chem (Corea del Sud).

Niente accumulatori, niente disponibilità di auto elettriche e ibride: una problematica che potrebbe portare, nei casi più estremi e per un certo periodo, al blocco della vendita di vetture elettrificate, costringendo i clienti a optare per auto con motore tradizionale. Un fattore che renderebbe ancora più difficile il raggiungimento degli obiettivi europei sulle emissioni di CO2, in vigore dal 1 gennaio di quest’anno, da parte dei costruttori.

Ancora più difficile rispettare i limiti 

Gli Stati colpiti dal virus stanno iniziando a prendere alcuni provvedimenti per venire incontro alla cittadinanza. L’Italia ad esempio ha approvato una richiesta di scostamento rispetto agli obiettivi di finanza pubblica pari a 20 miliardi di euro con il sostegno dell’Unione europea e si attendono provvedimenti su tasse e imposte. Chissà quindi che vista la difficile situazione che si prospetta per il mercato dell’auto nei prossimi mesi l’Europa decida di sospendere le multe ai costruttori che non dovessero rispettare i limiti sulle emissioni di CO2 entrati in vigore l’1 gennaio. Al momento comunque non è prevista alcuna moratoria.

I dati di mercato in Cina, primo paese al mondo per vendite di auto a combustione ed elettriche, raccontano un calo del 78% delle consegne di vetture a zero emissioni o ibride a febbraio. “La situazione potrebbe migliorare nei prossimi mesi. Tuttavia la pandemia ha paralizzato tutte le fasce dell'economia asiatica, in particolare le più alte, innescando così un calo delle vendite di auto elettriche”, ha dichiarato Li Zhen, presidente della Guoxuan High-Tech, società che realizza accumulatori per molti costruttori tra cui Saic e Chery. La stessa cosa potrebbe accadere in Europa dove le auto a zero emissioni e le ibride plug-in sono più costose delle auto a combustione interna.

Domanda di accumulatori in calo

Bloomberg ha stimato che la domanda di accumulatori per il settore automobilistico crescerà quest'anno tra il 6% e il 15%, in calo rispetto alla precedente previsione che indicava una crescita del 20%. Al momento non è chiaro se il virus si espanderà ulteriormente in Europa nelle prossime settimane, né se le società produttrici di batterie riusciranno a rimettersi in moto. Non ci resta che aspettare per capire quale impatto avrà sulle vendite dei costruttori europei.

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