Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 13:29

All'asta la Shelby GT 350R di Ken Miles.

Angelo Berchicci ·

E’ conosciuta anche come la “Flying Mustang” (Mustang volante). Si tratta del primo prototipo di Shelby Gt350R, ampiamente utilizzato (anche in gara) da Ken Miles, il pilota protagonista del film “Le Mans ’66 – La grande sfida”. A maggio la vettura sarà offerta all’asta in un evento organizzato dalla Mecum Auctions, e si candida a diventare la Mustang più costosa di sempre.

Un banco di prova

L’esemplare in questione, con numero di telaio 5R002, è forse il più importante nella storia della muscle car di casa Ford. Quest’auto è servita infatti come banco di prova per sviluppare quella che sarebbe divenuta la Mustang da gara per eccellenza: la Shelby Gt350R. Quando, nel 1965 Henry Ford II e Lee Iacocca decisero di mutare l’immagine da tranquilla coupé che la Mustang aveva avuto fino ad allora, si rivolsero alla Shelby-American di Carrol Shelby, il quale mise a punto in breve tempo la potente Gt350.

Il progetto convinse i vertici Ford, che decisero di prendere parte con questa auto al SCCA Production Sport Car, l’allora campionato americano per vetture derivate dalla produzione. L’esemplare che sarà battuto all’asta fu il primo ad essere allestito per le gare, e venne utilizzato per sperimentare le soluzioni tecniche adottate poi sulla seconda vettura della squadra corse, nonché sulle altre 34 Shelby Gt350R fornite ai clienti. Si stima che durante i test i piloti Ken Miles, Bob Bondurant, Chuck Cantwell, Jerry Titus e Peter Brock abbiano percorso circa 50mila miglia (80mila chilometri) a bordo di questa vettura.

La prima vittoriosa

Oltre ad essere la prima Mustang da corsa realizzata, questo esemplare fu anche il primo a vincere - al suo debutto - una gara, inaugurando la grande carriera di questo modello nel Motorsport. Nella storia del costruttore si tratta di una data memorabile: il 14 febbraio 1965, quando al Green Valley Raceway, nei pressi di Dallas, Ken Miles portò al trionfo la Gt350R, subito dopo essersi fatto immortalare durante la gara con la vettura completamente sollevata da terra, episodio da cui derivò il soprannome di Flying Mustang. Quell’anno, grazie anche al contributo del pilota britannico, il suo compagno di squadra Jerry Titus riuscì a conquistare il titolo nella classe B a bordo della vettura gemella.  

Un "cuore" d'eccezione

Come se non bastasse, a rendere unica questa GT350R si aggiunge un’altra caratteristica. Nel 1966 Shelby vendette la vettura a Bill Clawson, un ingegnere della Ford Performance Division di Dearborn, il quale iniziò a correre privatamente con l'auto. Dopo una serie di cedimenti del motore, Clawson chiese a Shelby un propulsore nuovo, riuscendo a ottenere incredibilmente una versione "XE", ovvero sperimentale, del motore di una Ford GT40, unità di cui l’auto è dotata tuttora.  

L’auto fa parte della collezione di John Atzbach e sarà battuta all’asta a maggio durante l’evento Original Spring Classic organizzato dalla casa Mecum Auctions a Indianapolis. Secondo le stime potrebbe superare di slancio i 3,74 milioni di dollari (3,3 milioni di euro) a cui è stato recentemente venduto l’esemplare guidato da Steve McQueen nel film Bullitt, diventando la Mustang più costosa della storia. 

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