Ultimo aggiornamento  30 settembre 2020 02:13

Mercato Usa, Morgan Stanley vede nero.

Angelo Berchicci ·

Le ripercussioni del coronavirus iniziano a spaventare anche il mercato automobilistico americano. Gli esperti della Morgan Stanley si attendono un crollo del 9% nelle vendite di vetture al termine dell’anno. Prima che l’epidemia scoppiasse le previsioni parlavano di un più moderato calo dell’1-2%.

Pesa lo stato di incertezza

Secondo Adam Jonas, analista della banca d’investimento, lo stato di incertezza e di paura generato dalla diffusione a livello globale dell’epidemia e ora definita pandemia dall’OMS, spingerebbe i consumatori a rimandare le decisioni di acquisto, soprattutto di beni non di prima necessità come le automobili. Di conseguenza, il trend già leggermente discendente sarebbe ulteriormente aggravato dal crollo della domanda, con il risultato che le vendite totali alla fine dell’anno potrebbero passare dai 17,1 milioni di veicoli del 2019 a 15,5 milioni di unità.

Male anche a livello globale

Anche un altro centro di analisi, LMC Automotive, ha dovuto rivedere al ribasso le proprie stime, che parlavano di vendite a livello globale sostanzialmente immutate per il 2020. Alla luce dei nuovi sviluppi, invece, gli analisti ritengono verosimile che a fine anno possa realizzarsi una flessione del 4% nelle consegne di autovetture, che passerebbero dai 90,3 milioni del 2019 agli 86,4 milioni di unità, soprattutto per via della contrazione del più grande mercato al mondo, la Cina, duramente colpita dall’epidemia.

Per quanto riguarda il mercato Usa, le previsioni della LMC Automotive sono meno nere di quelle della Morgan Stanley: a fine anno le vendite dovrebbero diminuire di 600mila unità, posizionandosi a circa 16,5 milioni, anche se lo scenario - ammettono - è in continua evoluzione.

Produzione ok per il momento

I principali gruppi automobilistici d’oltreoceano, Ford, General Motors e Fiat Chrysler, hanno fatto sapere che negli Usa non si sono registrati ritardi nelle attività. Le componenti fabbricate in paesi dove la produzione sta vivendo gravi disagi, come Cina, Sud Corea e Italia, al momento non sembrano essere un problema. Gli impianti hanno continuato a funzionare normalmente grazie alle scorte e a una migliore redistribuzione della parti tra i vari impianti.

Il ceo di Gm Mary Barra ha allontanato l’ipotesi di carenze negli approvvigionamenti, affermando che tutti gli stabilimenti sono completamente autosufficienti almeno fino alla fine del mese. Nonostante le rassicurazioni, tuttavia, il comparto auto rimane un sorvegliato speciale, soprattutto a Wall Street, dove nella sola giornata di mercoledì scorso Gm e Ford hanno perso rispettivamente il 4,1 e il 5,5%.    

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