Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2021 10:22

Cina, le esportazioni rallentano.

Edoardo Nastri ·

Le esportazioni dalla Cina sono diminuite a febbraio del 2% rispetto allo stesso periodo del 2019. La causa è da ricercarsi nella continua espansione del coronavirus che ha fermato impianti produttivi e vendite anche nel settore automobilistico.

L'impatto sull'automotive è di 2,5 miliardi 

Il calo delle esportazioni avrebbe avuto un impatto sull’industria automobilistica europea per circa 2,5 miliardi di dollari. Gli effetti negativi sui costruttori sono ovviamente globali. Honda e Hyundai ad esempio stanno progressivamente chiudendo gli stabilimenti in Giappone e Corea per mancanza di componenti che arrivano dalla Cina.

La situazione potrebbe costringere le case automobilistiche a individuare nuovi fornitori, ma ci vorrà tempo: “Difficile che questo possa accadere in tempi brevi, sono operazioni che richiedono grandi studi di fattibilità”, ha commentato Alessandro Nicita, economista dell’Unctad.

In Europa il maggior danno

Le Nazioni Unite hanno stimato il valore della perdita complessiva in 50 miliardi di dollari, un dato rilevante giustificato dal fatto che la Cina rappresenta un quinto del commercio globale di prodotti intermedi o di fornitura.

"C'è un effetto ondulatorio nell'intero comparto economico, con un calo delle esportazioni importante in tutto il mondo", ha dichiarato Pamela Coke-Hamilton, direttrice della divisione commercio internazionale dell'Unctad (Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo) che ha anche sottolineato come la stima sia da considerarsi ancora preliminare e che potrebbe essere in realtà piuttosto conservativa.

Il report dell'Unctad evidenzia che i paesi che hanno subito il maggior danno sono quelli dell'Unione Europea con 15,6 miliardi di dollari persi, seguiti da Stati Uniti (5,8), Giappone (5,2) e Corea del Sud (3,8 miliardi di dollari). Tra i settori più colpiti - oltre l’automotive - gli strumenti di comunicazione e l’industria tecnologica.

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