Ultimo aggiornamento  14 aprile 2021 20:04

Corte dei Conti Ue boccia Napoli e Palermo.

Marina Fanara ·

Non sono stati soldi ben spesi gli oltre 600 milioni di euro di fondi comunitari che Napoli e Palermo hanno utilizzato per migliorare in trasporto pubblico urbano: ritardi nella realizzazione dei progetti, servizi inefficienti, pochi passeggeri a bordo e scarsi benefici ambientali.

E' quanto emerge da un'indagine sulla mobilità sostenibile della Corte dei Conti europea che ha analizzato lo standard dei servizi di trasporto pubblico e relativi finanziamenti comunitari in 8 città di quattro Paesi: oltre Napoli e Palermo per l'Italia, Lipsia e Amburgo in Germania, Barcellona e Madrid per la Spagna, Varsavia e Lodz in Polonia.

Spesi oltre 16 miliardi di fondi Ue

"L'Unione europea investe molte risorse per aiutare le città a favorire una mobilità più rispettosa dell’ambiente", si legge nello studio, "negli ultimi sei anni, 2014-2020, ha stanziato circa 16,5 miliardi di euro per la mobilità urbana, la maggior parte per trasporti puliti (metropolitana e tram), ma anche per piste ciclabili e sistemi di trasporto intelligenti".

L'indagine è stata decisa proprio per verificare se il sostegno economico dell'Ue abbia contributo a un cambio di passo nelle città che ne hanno usufruito in termini riduzione dell'uso dell'auto, maggiore ricorso a modalità di spostamento sostenibili e minor inquinamento atmosferico.

I ritardi di Napoli e Palermo

Il giudizio finale non è stato molto lusinghiero per le nostre due città: a Napoli, per esempio, si registrano notevoli ritardi nella realizzazione dei diversi progetti e oggi si impiega molto più tempo a raggiungere la stazione centrale con i mezzi piuttosto che con l'auto privata. In più, nonostante l'acquisto di nuovi autobus (con costi pari a 14 milioni di euro di cui 11 milioni da fondi Ue) e i lavori sulla linea 1 della metropolitana (573 milioni di cui 430 da risorse comunitarie) il numero dei passeggeri a bordo è inferiore rispetto alle previsioni.

Situazione simile a Palermo: "La linea di tram", sottolinea il documento, "era stata progettata in modo tale da essere dipendente da altri progetti di trasporto gestiti da diversi operatori. Il progetto era esposto al rischio di ritardi nell’attuazione delle altre iniziative, come è poi avvenuto, mentre la sua efficacia è stata compromessa dalla mancata introduzione di un sistema tariffario integrato che coinvolgesse i diversi operatori. Di conseguenza, i passeggeri sono stati costretti ad acquistare più biglietti per raggiungere il centro della città con il tram".

Autobus sempre più vecchi

Significativa l'età media dei mezzi in circolazione sia nel capoluogo campano che in quello siciliano: nel 2018 si attesta rispettivamente a 13,4 e 12,4 anni contro i 12,1 e 10,3 anni nel 2013 nonostante il rinnovo della flotta attuato negli ultimi anni. Nelle altre sei città analizzate l'età del parco autobus arriva al massimo a 9 anni (Barcellona). 

Il giudizio critico della Corte dei Conti tocca comunque tutte le città: "Non vi è una tendenza evidente a promuovere modi di trasporto più sostenibili", è scritto nelle conclusioni dello studio, "anche se le città hanno adottato una serie di iniziative per aumentare la qualità e la disponibilità dei trasporti pubblici, in genere l'uso dell'auto privata non si è significativamente ridotto".

Smog: troppe città fuori norma

"Nonostante un lieve miglioramento di alcuni indicatori della qualità dell'aria, molte aree urbane superano ancora i valori minimi sulle emissioni fissati dell'Ue. Le concentrazioni di gas serra prodotte dai trasporti su strada sono costantemente aumentate", sostengono i giudici contabili. Per quanto ci riguarda, per esempio, contrariamente a Palermo dove l'inquinamento è diminuito, a Napoli lo smog resta costantemente oltre il tetto di legge.

"Potrebbe occorrere più tempo per migliorare in modo significativo la mobilità nelle nostre città e renderla più sostenibile", dichiara Iliana Ivanova, membro della Corte e responsabile della relazione, "ma senza l'impegno degli Stati membri ciò non sarà possibile. Tutte le parti interessate, a livello comunitario, nazionale, regionale e cittadino devono collaborare per raggiungere questo obiettivo: il recentissimo Green Deal europeo sottolinea quanto sia importante realizzare nelle nostre città questo salto di qualità atteso da tempo". 

Ti potrebbe interessare